"Grazie a Te nostra Sacra Madre Iside per il tuo Amore, Bellezza e Verità che ci circondano ora e sempre. "

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venerdì 4 aprile 2014

L'albero della vita

Pantea, Iniziazioni e Feste della Dea
Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson
Parte II. La Stella di Ishtar. Otto Feste Stagionali

L’ALBERO DELLA VITA

Solstizio d’Inverno. 21 - 25 Dicembre
Rituale no. 12

L’altare maggiore è drappeggiato con rosso ed oro. Su di esso bruciano incenso e 7 candele accese. Prima di esso, sulla sinistra, si trova un piccolo albero in un mastello di terra per essere ripiantato con onore in 12 giorni; al centro, un calderone con acqua ed una coppa, e a destra, una larga candela spenta intrecciata con vischio. Vi sono candele non accese in cerchio attorno al tempio. Il cibo e le bevande sono pronti.


ORACOLO DELLA DEA FRIGGA

Sacerdotessa: (Invocazione) Sacra Frigga, Dea Madre, il cui Consorte è il Dio Odino, invochiamo la Tua benedizione sulla Tua povera terra affinché possiamo redimerla da tutti i mali che le abbiamo inflitto in questa crudele età del ferro.

Oracolo: Siate di buon cuore! Un’Età dello Spazio Stellare è sorta, così come predetto dai Veggenti dell’antichità. Come immaginate, così accade. Quando temete il Ragnarock, la generale distruzione degli Dei e degli uomini, ecco che è lì, non per le Divinità che vivono eternamente, ma nelle vostre vite terrene.
Voi ancora non avete idea del potere della vostra immaginazione! Immaginare è co-creare con le Divinità. E’ attraverso la Divina Immaginazione che le galassie sono state formate in una spirale di luce, e le stelle hanno suonato e i pianeti hanno ruotato intorno ad esse, perché questo era ciò che era immaginato dalle potenti Divinità delle Stelle.
E’ Mia Volontà che i Miei figli debbano creare. Gli artisti producono opere che mostrano la bellezza che è inerente a tutte le cose, e i filosofi attraverso la mente creano sistemi logici di pensiero. I Maestri Costruttori producono civilizzazioni e gli insegnanti religiosi offrono ai devoti nobili religioni.
Ma la più grande e la più disprezzata di tutte le creazioni è la Famiglia. Menziona la famiglia e l’intelligente, il creativo, lo spirituale, si annoiano! Essi sentono che la Madre era la restrizione che hanno sofferto nell’utero, dalla quale sono stati felici di sfuggire verso la splendente luce dell’incarnazione! La Moglie suggerisce le responsabilità vincolanti della casa e dei figli che distraggono il pellegrino nella sua ricerca dell’eternità. Infatti, ai tempi dei Patriarchi era spesso pratica dei ricercatori della verità abbandonare la propria case e andare nella giungla, a cercare lì l’illuminazione. Nell’Età del ferro la strada del monaco e della monaca, dello studioso e dello scienziato era considerato il migliore e più elevato percorso per il Paradiso. Il Paradiso era la mente, lo spirito, l’allontanamento sia dalla terra che dalla famiglia.
Ma ora il tempo è giunto per l’umanità, quando l’austera condizione di studente è stata realizzata, di scoprire la Famiglia Divina. Ognuno di noi ha una Famiglia Divina, che siano le Mie Famiglie, gli Aesir e i Vanir; la Famiglia degli Dei e delle Dee dell’Olimpo; le Famiglie di Parvati e Lakshmi in India o i vostri veri e propri coetanei. Le Famiglie non implicano separazione, perché tutti gli esseri sono simili: venerando vostra madre voi onorate tutte le madri, amando le vostre mogli e i vostri mariti voi rispettate tutti coloro che amano. Vi prendete cura dei vostri bambini, e vi state prendendo cura dei cuccioli di ogni creatura in tutto l’Universo. Scoprirete la vostra Famiglia Spirituale mentre camminate sul Sentiero dei Saggi. Bevete profondamente dal Pozzo della Saggezza, ma non ignorate gli umili, piuttosto rispettate l’amore dentro essi. Perciò, quando trovate la Vostra Famiglia Spirituale siate particolarmente attenti a dare ancor più amore e comprensione alle vostre relazioni terrene e ai vostri amici! Altrimenti perderete il ponte d’arcobaleno con la vostra Famiglia Spirituale e allontanerete i vostri amici terreni. L’Albero della Vita splende attraverso ogni Essere e creatura. Esso splende attraverso Ponti Arcobaleno di energia fluente, mettendo in armonia le Divinità Potentissime e il più umile bambino, cavallo, uccello, e pianta. Il vostro pellegrinaggio vi porterà finalmente in una spirale dalla casa terrena al Paradiso Divino. Entrambi sono Uno.

Raduno alla porta. I celebranti includono bambini in abiti variopinti e ghirlande rigogliose sulla testa, che portano dei doni simbolici non scartati. La sacerdotessa con corona di stelle e abiti blu e bianchi, porta una bacchetta magica. Il Sacerdote con un copricapo dorato e con abiti rossi, con il bastone. La Vergine e il Giovane (Lifstrathir e Lif) in bianco.
Il Sacerdote colpisce la terra tre volte con il bastone.

Sacerdote: Compagni Celebranti, in questo sacro tempo del Solstizio d’Inverno siamo riuniti per onorare l’Albero della Vita. Quando il sole appare più basso nel cielo, le stelle brillano innanzi in tutta la loro gloria! L’Albero della Vita ha le proprie radici nell’abisso dello spazio ed i suoi rami circondano l’Universo. I suoi fiori sono le galassie, e le sue foglie sono tutte le anime viventi.

Sacerdotessa: L’Albero della Vita è riflesso attorno a noi nell’Albero del Mondo, chiamato Yggdrasil il Frassino dei nostri avi Norreni. L’Yggdrasil ha tre radici. Una è nella profondità della terra, circondata da un serpente di fuoco. La seconda cresce tra le quattro stelle della Croce del Sud, nel Regno di Muspell. La terza sale da Himinbiorg, la Collina del Paradiso, tra le tre Stelle Polaris. Alla più luminosa si trova il pozzo di Ultha. Il Ponte Arcobaleno Bifrost unisce queste tre radici dal Nord al Sud attraverso il centro della terra. La corona dell’Yggdrasil raggiunge le stelle di Aquila, l’aquila, il Centro Galattico.

Sacerdote: Bifrost è anche connesso con i possenti rami dell’Albero appena esso sale attraverso i Sette Paradisi. Le anime viaggiano sopra il Ponte Arcobaleno più in alto e più in alto del Valhalla, dimora del coraggioso Alfheim, dove dimorano gli Elfi Bianchi, Ereidblik il bellissimo a Glitnir, glorioso con oro e argento.

Sacerdotessa: E alla Corona dell’Albero vi sono tre Paradisi che splendono di Luce eterna, e questi non vengono mai a mancare né il Ponte Arcobaleno è mai interrotto verso di essi. Sono Gimlac, Andlang e Vilblain. L’Albero è anche dentro noi stessi, poiché la nostra spina dorsale è il tronco ed i nostri radiosi centri psichici sono i frutti.

Sacerdote: Facciamo una processione all’Albero che è cresciuto così meravigliosamente da un piccolo seme sparso dalla Dea Madre.

Processione all’altare maggiore

Celebranti: (pongono doni dentro ed attorno all’albero con queste parole)
Io offro questo dono a Frigga e Odino, i Donatori dei doni.

Sacerdotessa: (fa un anello in aria con la bacchetta)
Invoco la Dea Frigga!
Frigga, Frigga, Frigga, Madre Terra,
Siano benedetti i frutti del Tuo utero,
Siano benedetti i capezzoli della Dea Vacca Audhumla
Che nutre tutte le creature.
Fa’ che i nostri campi aumentino e crescano rigogliosi.
La terra fruttuosa e sana.
Con raccolti splendenti di alberi di miglio,
Ampi raccolti di orzo e di tutti i chicchi.
Salute a te, Frigga, Madre di tutti noi!
Dall’oscuro inverno fai emergere abbondanza
E benedici tutti noi con una nobile progenie.

Sacerdote: (solleva il bastone e fa il simbolo del fulmine)
Invoco il Dio Odino.
Invitiamo il Possente Padre,
Marito di Frigga, forte a proteggere.
Padre degli Asi e dei Vani,
Potenti e gloriose Divinità,
Odino, portaci sul Ponte Arcobaleno Bifrost
Fino ai bellissimi Paradisi.
Cantiamo le lodi di Odino il saggio.

Sacerdotessa: Sappiate che Lifthrasir e Lif sono la Vergine ed il Giovane che si rifugiarono in mezzo ai rami dell’Yggdrasil quando il luminoso pianeta Asgard cadde. Essi vennero innanzi rinnovati alla nascita della Nuova era.

Sacerdotessa: (unge le fronti della vergine e del giovane con acqua dicendo) Possa tu ricevere l’Acqua della Vita.
Unge quindi le fronti di tutti gli altri

Sacerdote: Compagni Celebranti, che il Mistero Divino dell’Albero e del Pozzo siano presentati. Colpisce due volte la terra con il bastone.

MISTERO DELL’ALBERO E DEL POZZO.

Attori: Il Vagabondo è con un mantello nero con un cappello nero a tese larghe che nasconde il viso. Egli tiene il bastone del pellegrino. Tre Donne (Veggenti) in mantelli neri e visi incappucciati con i piedi nudi rannicchiate in cerchio attorno al calderone. 7 Vergini Stellari con corone stellate e con abiti bianchi.

Vagabondo: Logorato e pieno di tristezza sono Io, viaggiando attraverso torrenti montani, rocce crudeli e campi di ghiaccio. Ho abbandonato la mia amata moglie e i figli per questo arduo pellegrinaggio, cercando la saggezza per curare i mali del genere umano! Io mi dispero per l’umana follia. Solo i bambini sono gioiosi. Ma quando raggiungono la maturità gli viene insegnato dell’ingiustizia passata e, bruciando con odiosa violenza, si uniscono all’amara guerra delle loro tribù! La bellissima terra è devastata dall’avidità umana e dall’invidia. Prevedo chiaramente che i semi malvagi possono produrre solo una catastrofe. Sorte avversa è sulla terra e su tutte le sue creature. Perché, anche questo albero di fronte mi guarda malaticcio e contorto per l’inquinamento! E queste tre miserabili donne rannicchiate sulla nuda terra, miseramente vestite, a piedi nudi, che ristoro possono trarre da questo pozzo contaminato!

Prima Donna: La gioia del mattino a te, buon Signore! Vorresti offrire una moneta per una povera vecchia donna?

Vagabondo: Saluti a te, Reverenda Madre. Ahimè, non ho monete per te. E’ brutto per te nella tua anziana età essere ridotta ad elemosinare nel freddo inverno.

Seconda Donna: Un felice matrimonio a te, bello straniero! Dovrò cantarti una ballata di amanti che partono e che si incontrano nuovamente?

Vagabondo: E’ sbagliato vedere una bella donna come te ridotta a cantare ballate d’amore dal ciglio della strada impolverato! Dovresti essere nella tua casa con un buon marito e con dei bambini.

Terza Donna: Saluti a te, Vagabondo malinconico! Vorresti avere una buona fortuna? Ti dovrò leggere il palmo della mano?

Vagabondo: E’ certamente deplorevole che io veda una giovane donna che dica la fortuna ai viaggiatori al lato della strada! Dovresti essere con tuo padre e con tua madre, al sicuro, a casa.

Prima Donna: Noi tre siamo Veggenti che accolgono gli stranieri agli incroci. Abbiamo qualche piccola abilità nella divinazione. Dalle radici del passato viene il presente. Rispondimi questo, tu con tutta la tua erudizione libraria! Cosa daresti per salvare tutta la terra dalla distruzione?

Vagabondo: A questo è facile rispondere! Donerei tutto ciò che ho!

Prima Donna: Hai bisogno solo di donare la tua memoria.

Vagabondo: La mia memoria! E’ un ricco archivio. Ricordo mia moglie e i bambini che tanto a lungo hanno atteso il mio ritorno. Tuttavia i miei stessi pensieri mi ingannano. E’ una memoria accanita delle passate ingiurie che causa guerre crudeli. Prendete la mia se potete!

Prima Donna: Bevi quest’acqua.

Offre al Vagabondo acqua da bere. Egli la beve.

Vagabondo: Molto strano e meraviglioso! Sono felice per la prima volta da tanti anni! Mi sento come se fossi un bambino quando per la prima volta vidi un cavallo pascolare in una palude, il suo mantello chiazzato dal sole attraverso gli alberi frondosi.

Seconda Donna: Il compito non è completato. Tu sei gioioso. Altri rimangono infelici. Per trasformare il mondo devi rinunciare a tutto il potere e all’autorità!

Vagabondo: Ma era mia intenzione tornare ai miei compagni nutrito con la saggezza di governare bene e di insegnare la verità! Però, quando così tanti che hanno cercato di cambiare il mondo attraverso la volontà e l’intelletto e hanno fallito, come potrei io avere successo? Io voglio rinunciare al mio potere, se potete, prendetelo.

La seconda Donna bagna le punte delle dita del Vagabondo in acqua.

Vagabondo: Cos’è questa forza che impregna i miei arti e nutre il mio essere con gloria? Inutili sono le deliberazioni e gli editti di governanti ed insegnanti! Brillo come il sole e quindi potrei risvegliare il sole in tutti così le persone potrebbero governare ed insegnare a loro stesse!

Terza Donna: Il compito non è ancora completo. La tua mente rischiarata prevede una terribile condanna per far precipitare la terra, come una necessaria conseguenza di semi folli e malvagi. Abbandonerai la tua visione presbite e tutte le facoltà della tua mente?

Vagabondo: Questo potrebbe essere la mia morte, perché io dimoro nella mia mente: è il mio paradiso. Però visto che una preveggenza mi mostra solo l’inevitabile catastrofe, devo abbandonare ciò a cui do maggior valore. Prendete la mia mente, se potete!

La terza Donna unge con acqua la testa e la fronte del Vagabondo

Musica: la musica Valhallah di Wagner è adatta.

Vagabondo: Oh meraviglia! Sto sulla Collina di Himmelbiorg alla Stella del Polo! Sotto di me c’è la Sorgente di Urtha, e sopra di me si propagano i rami radiosi dell’Yggdrasil! Luminosi sono i frutti dell’Immortalità, le mele dorate di Iduna. Ora sento l’Albero dentro al mio essere. Il suo fuoco sale dentro alla mia spina dorsale e i rami si propagano ovunque nel mio corpo. I suoi frutti risplendono dentro di me e raggi d’amore si propagano dal mio cuore. Con la luce stellare sulla mia fronte posso veramente vedere dentro le menti di tutte le creature, e una corona di stelle attorno alla mia testa mi conferisce la saggezza degli Dei.

Prima Donna: Guarda dentro al Pozzo e guarda te stesso.

Vagabondo: (guarda nel calderone) Ricordo me stesso. Sono il Dio Odino!

Prima Donna: Dici la verità. Tu sei Odino il Vagabondo Che dopo la distruzione dello sfortunato pianeta Asgard vagabondò per le stelle cercando la saggezza.

Seconda Donna: Tu sei Odino del Ponte Arcobaleno. Tu trasporti le anime  ai sette Paradisi sul Tuo magico cavallo Sleipnir, e procuri loro l’estasi attraverso bellissime visioni!

Terza Donna: Tu sei Odino il Signore Costruttore delle Sale dei Paradisi. Ciò che è immaginato dalla divinità deve essere rappresentato attraverso tutte le sfere. Quelli che lavorano con Te aiutano a portare il paradiso sulla terra, perché ciò che è perfettamente disegnato deve necessariamente essere manifestato. Questo è il Volere delle Madri che vorrebbero che i loro discendenti creassero nuovi nobili mondi ovunque nell’Universo.

Le tre Donne si alzano e gettano indietro i cappucci.

Vagabondo: Chi siete Voi che vi innalzate tra le stelle, il Pozzo della Verità ai vostri piedi?

Prima Donna: Noi siamo le Norne che determinano il destino di tutte le creature. Il mio Nome è Urtha, che è il Fato.

Seconda Donna: Noi siamo le Norne che portano progenie ad ogni creatura, rinnovando sempre la vita. Il mio Nome è Verthandi, che è l’Essere.

Terza Donna: Noi siamo le Norne che nutrono l’Albero della Vita con le Acque dell’Ispirazione. Il mio Nome è Skulda, che è la Necessità. Odino, ritorna da Frigga e dai Tuoi figli, gli Asi e i Vani, illumina le Divinità; e porta con Te i doni di saggezza, estasi ed ispirazione alla mente umana, affinchè il male sia trasformato in bene, l’odio in amore, e la paura in speranza!

Vagabondo: Possa il Volere Divino essere attuato! Che le Sette Vergini della Grande Orsa intreccino i raggi stellari di armonia, spargendo questi doni sulla terra!

Danza delle Vergini Stellari. La Musica di Sibelius è adatta.

Fine del Mistero


Sacerdote: (batte la terra con il bastone)
Compagni Celebranti, meditiamo sul Mistero dell’Albero e del Pozzo.

Sacerdotessa: Mettiamoci in tranquillità e con occhi chiusi viaggiamo sul Ponte Arcobaleno verso il quinto Paradiso… Il Paradiso Gimlae resterà quando sia i Paradisi più bassi che la terra non ci saranno più, e il buono e il giusto lo abiteranno per sempre. Così parlò la Profetessa Volva: “Io so dove si trova un Salone più luminoso della luce del sole, meglio dell’oro, nel Luogo-della-Fiamma, Gimlae: eserciti di giusti lo erediteranno, e vivranno eternamente nella gioia.” ***

Meditazione
Raggi di comprensione, gioia e speranza sono inviati. Potrebbe essere donato un oracolo. Resoconti.

Sacerdote: Al Solstizio d’Inverno la vita è rinnovata come il sole si rafforza nel proprio andamento. Che Lifthrasir e Lif accendano la Fiamma Solare!
Battere tre volte a terra col bastone.

Lif da a Lifthrasir una candela accesa e tiene la candela centrale mentre lei la accende. Entrambi uniscono le punte delle dita sopra la fiamma e si baciano. I presenti accendono candele dalla fiamma centrale.

Sacerdotessa: Allietiamoci! Una nuova Era è nata!

I presenti tengono le mani in cerchio e girano tre volte in tondo seguendo il percorso del sole.

Sacerdotessa: Che i bambini presentino la Danza di Elfi, fate, gnomi e troll!

Danza dei bambini. Pier Gynt, Grieg, è attinente. Danza collettiva e canto. I doni sono presentati. Vino aromatizzato caldo e succo di frutta e cibo stagionale sono gustati. Sacerdote e Sacerdotessa ringraziano Frigga e Odino e fanno uscire i presenti benedicendoli.


Fonti: “The Prose Edda”, Snorri Sturluson, traduzione a cura Jean J. Young, University of California Press, Berkeley, 1973. “Gods & Myths of Northern Europe”, H. R. Ellis Davidson, Penguin Books, New York, 1964. “The Libretto of the Ring Cycle”, Wilhelm Richard Wagner, originariamente pubblicato tra 1854 e 1874. “Star Names, Their Lore and Meaning", Richard Hinckley Allen, pubblicato la prima volta da G. S. Stechert, 1899, ristampa Dover Publications, New York, 1963.



mercoledì 23 ottobre 2013

Atenee


Pantea, Iniziazioni e Feste della Dea

Liturgia della Fellowship of Isis 
di Olivia Robertson

Parte II. La Stella di Ishtar. Otto Feste Stagionali

Le Atenee
Equinozio di primavera. 21 - 24 marzo

Rituale no. 6

ORACOLO DELLA DEA PALLADE ATHENA


Sacerdotessa: (Invocazione) Pallade Athena, dea della sapienza, vieni da me ora affinché io possa essere ispirata dal tuo Spirito Divino! Dotaci della Tua saggezza e della Tua Potenza  così che le Tue antiche glorie possano ancora una volta risplendere di fronte al mondo!

Oracolo: E' stato scritto che l'Età del Ferro dovrebbe diffondersi sovra la terra portando con sé sofferenza, fatica e malvagità, a causa dell'abbandono delle divinità. La sua oscurità non è la sacra notte della Civetta della Sapienza, ma la limitazione data dall'ignoranza. La sua luce è splendore transitorio, che proviene dalla conoscenza superficiale acquisita attraverso indagini dettate dalla curiosità, piuttosto che dall'illuminazione spirituale che promana dalle Divinità. Non era necessario per il mondo degli uomini scegliere l'Età del Ferro, ma Destino vuole che venga offerta la scelta. Infatti, che c'è di buono nell'adorare gli dei e le dee, quando si rivelano facilmente a tutti? È semplice soddisfare la curiosità, ma ci vuole il lavoro di anni di esperienza per ottenere la saggezza! Il sentimentalismo è piacevole, ma transitorio: il calore dell'amore si rinnova sempre.

Comprendete il significato di quello che sono, e otterrete la comprensione delle vostre vite e del proprio destino. Io non sono divisa contro Me stessa. La Brillante Pallade con la sua Lancia di Luce, non combatte con il l'Oscura Civetta della Notte. Né le terribili fiamme del Sole Interiore che sono velate sul Mio scudo attaccano Athena, Maestra della filosofia e delle arti. Io sono Sacra. Siate sacri. Siate in pace con voi stessi e cessate la disputa filosofica! In verità le catastrofi dell'età del Ferro sono dovute alla profonda divisione tra i mortali e le Divinità: tra uomo e natura: e tra le diverse idee che non sono altro che tremolanti riflessi della verità assoluta.

Il velo sul Mio Scudo sta iniziando ad assottigliarsi, e la gloria dei Raggi di Medusa si manifesta allo sguardo terrestre! La potenza interna dell'atomo è stata rivelata con violenza, e riduce il corpo fisico all'ombra che in verità è. La mia Lancia di Luce Divina porta Ispirazione alla mente, mentre la Mia civetta trasporta messaggi di avvertimento da parte degli oscuri Governatori dell'universo, che sarà conosciuto per essere quello che è: integro e perfetto Sulla vostra travagliata terra i mortali si sforzano e imparano attraverso dure esperienze a raggiungere l'immortalità: che in verità è latente in ogni creatura. Un uccello conosce dei Campi Elisi più di quanto ne sappia l'umanità! Non respingete ogni aspetto dell'universo, ma riconoscetelo come parte di un pleroma glorioso in cui anche la sofferenza e il male sono trasformati in bene attraverso la saggezza. Ascoltate la mia voce. Io parlo nel silenzio.

(All'ingresso) Sacerdote: amici, siamo qui riuniti per celebrare l'antica Festa Ateniese delle Panatenee. Il cantore Orfeo ha istituito le Atenee in onore di Pallade Athena, dea della Potenza, della Saggezza e delle Arti. In questo momento dell'equinozio di primavera di giorni e notti di pari durata, quando il sole lascia il segno dei Pesci per l'Ariete, Ateniesi e stranieri formavano un corteo gioioso. Salivano la collina dell'Acropoli e portavano al Partenone il Peplo di Atena.

La Sacerdotessa mostra un abito bianco senza maniche ricamato in oro.

Sacerdotessa: Ecco il peplo di Atena! Seguiamo l'antica usanza e portiamolo al tempio della Dea. Che opere d'arte e d'artigianato siano portate al Suo altare dai celebranti.

Processione attraverso il giardino e le stanze della casa verso il tempio. Musica, flauti, strumenti a corde e tamburi di piccole dimensioni.

Canto: Cantiamo di Pallade Athena, la dea gloriosa, dagli occhi luminosi, ingegnosa, dal cuore inflessibile, vergine pura, Salvatrice di Città, Tritogenia. Lei è vestita d'oro scintillante. Timore reverenziale coglie tutti gli Dei che alzano lo sguardo su di Lei.

Tutti si assemblano davanti l'Altare Maggiore coperto di panno verde. Su di esso stanno 6 candele bianche, incenso bruciante ed il Palladium - statua o immagine della Dea. Su un tavolo ci sono olive e biscotti, vino e succhi di frutta. Davanti l'altare sta un vassoio per le offerte.

Sacerdotessa: (offre incenso) Offriamo incenso a Te, dea Pallade Atena. Tu porti la Civetta della Sapienza sulla spalla e brandisci la Lancia di luce. Dal tuo scudo nascono i Raggi di Medusa, portatori di vita, nascosti alla vista umana. Donaci il potere e la saggezza di usarlo bene. Ispira il nostro lavoro di apprendimento e le nostre opere d'arte!

Sacerdote: (offre incenso) Offro incenso a Te, Dio Zeus. Tu sei il Supremo tra gli Dei e il più grande, che tutto vede, l'Esecutore che sussurra parole di saggezza. Sul tuo capo immortale la luminosa Pallade discese fiammeggiando. Abbi pietà di noi, Figlio di Cronos che tutto conosci, e donaci tanti amici e divertimento!

Sacerdotessa: (pone il peplo sull'altare) Consegniamo il Tuo peplo, nobile Dea! Che i celebranti offrano i loro doni.

Tutti depositano i regali ai piedi dell'altare. La Sacerdotessa e il Sacerdote accettano e li benedicono.

Sacerdote: Divina Athena, accetta queste offerte di opere d'arte da Te ispirate! In questa propizia festa di primavera, gli Ateniesi usavano presentare un'opera teatrale in Tuo onore! Che gli attori recitino il loro Mistero.

MISTERO DI PALLADE ATHENA E ARACHNE

Attori: Athena con elmo d'oro, veste bianca, impugna la lancia. Pandrosus e 2 altre Sacerdotesse e tre Sacerdoti di Athena hanno cerchietti d'oro ai capelli e vesti bianche. Il primo prete indossa un mantello grigio. Arachne e 6 ninfe di Tymolus vestono cerchietti d'argento e abiti neri. Hermes in elmo alato, accappatoio giallo porta il caduceo. 2 corone di foglie e un velo nero si trovano nelle vicinanze.

Hermes: Io viaggio attraverso le sfere, e osservo le azioni degli dei dell'Olimpo e dei Titani, degli abitanti dei Campi Elisi e dell'Ade, con occhio imparziale! Posso raccontare una quantità di strane storie - ma nessuna è più degna di nota di quella della contesa tra Athena e Arachne! Ovidio e molti altri poeti l'hanno raccontata, ma da un Dio imparate cosa sia realmente accaduto! Rullo di tamburi.

Pandrosus: Apprendete di Arachne da me, Pandrosus, prima Sacerdotessa della divina Pallade Athena! Questa fanciulla non era rinomata per la sua famiglia né per il suo luogo di nascita, ma esclusivamente per la sua arte. Suo padre era Idmone di Colofone e tingeva la lana spugnosa con porpora fenicia. Sua madre era morta - ma anche lei apparteneva al volgo. E questa ragazza ha osato vantarsi della sua superiorità rispetto alla nostra grande Dea!

Hermes: Ma Arachne, sebbene di umili origini, aveva acquisito un nome memorabile in tutte le città della Lidia per la sua ingegnosità. Le Naiadi di Pactolus abbandonarono i loro flussi e le ninfe di Tymolus lasciarono le loro vigne per ammirare la sua tessitura.

Prima Ninfa: Ci piace vedere il suo lavoro, non solo per la fedeltà alla natura, ma per la sua grazia nel farlo. Sicuramente lei si ispira a Pallade!

Pandrosus: Tuttavia Arachne non comprende questo. Essa disprezza la divina ispirazione che proviene da una Signora così grande!

Arachne: Tutto il mondo si meraviglia per la mia arte! Che importa la nascita umile quando ho un tale genio! Tutto quello che faccio ha l'impronta stessa della Natura, né deve qualcosa ad una Dea Olimpica! I miei serpenti screziati che si snodano intorno ai miei alberi frondosi, i miei cavalli bianchi rampanti dalle criniere svolazzanti, le mie piccole lucertole che si crogiolano sulle rocce calde, hanno il tocco della vita. Perché! Una vespa entrò volando  dalla finestra e si posò sull'immagine del mio prugno! Le mia mente invita le agili dita a creare grandi opere, esse non sono ispirate da una qualsiasi Divinità che abita lontano sulle nuvole.

Pandrosus: bestemmia! sventurata ragazza, ritira le tue parole avventate.

Arachne: Non io! Non ho paura degli Dei. Che sia lei, questa Pallade Athena, se mi può sentire, a presentarsi per una prova di abilità! Infatti, non c'è pena che non sono disposta a subire se vengo sconfitta.

Pandrosus: Quando queste empie parole, pronunciate da un mortale, raggiunsero le orecchie della Dea, ella discese in Lydia, dall'alto Olimpo. Travestita da vecchietta, aggiunse falsi capelli grigi alle tempie, e sostenne le sue membra barcollanti con un bastone. Pallade Athena si nasconde nel mantello e si appoggia sulla lancia.

Pallade Atena: (ad Arachne) giovane tessitrice, ho ascoltato il tuo vanto orgoglioso! Non disprezzare il mio consiglio perchè la vecchiaia non può essere evitata. L'esperienza nasce da anni più maturi. Aspira alla più alta fama tra i mortali, ma dai la precedenza alla Dea! Con voce umile chiedi perdono per la tua sconsiderata presunzione. Lei ti perdonerà se ti sottometti a lei.

Arachne: vecchietta, vieni qui priva di comprensione e rimbambita sotto il peso dell'età. Aver vissuto così a lungo è la tua sfortuna! se hai qualche figlia o nuora, riserva per loro questi saggi rimproveri. Sono autosufficiente, e non ho bisogno di consigli! E per renderti edotta di quanto poco la tua ammonizione mi convinca, sappi che io sono ancora della stessa idea. Sfido la tua Dea! Lasciala parlare per se stessa. Teme forse il confronto?

Rapidi rulli di tamburo mentre Pallade Athena getta via il mantello.

Pallade Atena: Lei è qui! Riconoscimi come Pallade Athena! Tutti si inchinano tranne Aracne.

Aracne: Che il fato mi tratti come vuole. Io, una mortale, gareggerò con Te. Chi giudicherà tra di noi?

Pallade Atena: Hermes che viaggia tra oscurità e luce, Olimpo e Ade, determinerà il risultato. Arachne, dimostra la tua arte!

Arachne: Ho ritratto la più sublime opera della natura, la ragnatela. In curva a spirale perfetta, ornata con cristalline gocce di rugiada, che attrae molte incaute mosche nel suo soffocante abbraccio! Osserva le loro inutili lotte, catturate in fili appiccicosi! Governando come una Regina all'interno della rete così abilmente tessuta dal suo proprio corpo, il ragno si siede e aspetta. Divora le sue legittime prede una ad una, a piacere. Non si nutrono a vicenda tutte le creature? La tua civetta, Athena, è infatti saggia - nella sua abilità a catturare topi! Ed io rappresento anche l'amore. Ecco, il matrimonio del ragno! Che meraviglia è la sua danza nuziale con il suo compagno, mentre scivola con i piedi di seta sulla sua rete indenne. Né lei, certa delle future uova, ha l'intenzione di uccidere suo marito. Solo se gli manca la velocità alla fine dell'accoppiamento, è per caso, divorato da sua moglie!

Musica semitonale. Danza del Ragno e del suo compagno eseguita da Arachne e le sue ninfe.

Hermes: Meravigliosa e orribile! Chi può essere superiore a questa opera della natura che ha la terribile comicità e la tragedia dell'esistenza dell'umile insetto? Sembrerebbe che la giovane Arachne abbia vinto il concorso.

Prima Ninfa: La nostra artista della realtà ha prevalso. Salutiamo la vittoria di un mortale!

Pallade Athena: ti pare? Che cosa può un mortale senza la vera conoscenza ritrarre, raccogliere immagini di crudeltà insensata e di morte terribile? Solo l'artista ispirato dagli Immortali può ritrarre la Verità. Ecco, io traccio un quadro della sfera divina, di cui questa terra è solo un'ombra. Con la mia arte lungimirante faccio vedere il progresso dell'anima attraverso i secoli. Dopo la morte tutti ricevono la ricompensa loro dovuta, e gli spiriti dei giusti sono purificati, finché non sono liberi da ogni macchia. Nessuna mosca muore invano, perchè la sua piccola anima raggiunge una vita più grande! Meravigliatevi per la bellezza dei Campi Elisi, amati dalle Muse e dalle Grazie! Per le anime dei giusti, Helios splende potente, mentre sulla terra c'è la notte. Vivono in mezzo ai prati con rose rosse e la loro bella città è ombreggiata da alberi d'incenso, carichi di frutti dorati. Alcuni si dilettano con sport e cetre, mentre accanto a loro sboccia il fiore gentile della perfetta beatitudine. E sopra quella bella terra, fumo di incenso profumato si alza dai fuochi che brillano lontano sugli Altari delle Divinità. Mentre i corpi di tutte le creature sono soggetti al dominio della morte, il loro spirito rimane vivo, perché proviene dagli Dei immortali. Mentre lo spirito dorme, le membra sono attive sulla terra. Tuttavia a coloro che dormono, io invio dolci sogni che presagiscono le glorie dei Campi Elisi, dimora dei poeti e dei filosofi.

Musica classica. Athena e tutti i Sacerdoti e Sacerdotesse eseguono la danza maestosa dei Campi Elisi.

Hermes: Athena ha vinto la gara! La Sua arte divina dona speranza e felicità e la certezza dell'immortalità.

Pandrosus: Una sentenza saggia! Chi avrebbe scelto la crudeltà della natura, piuttosto che la felicità dei Campi Elisi? La Luce ha conquistato tenebre. Pallade ha vinto la corona d'olivo della vittoria! Arachne, nascondi il viso per la vergogna. Hermes consegna la corona a Pallade Atena.

Arachne: Non così in fretta! (Getta un velo nero sulla testa e sul corpo. Veloci colpi di tamburo.) Sappi che io sono Lachesis, Tessitrice della rete del Fato! (Tutti si inchinano tranne Pallade Athena.) Io sono la Matrice. Dal mio corpo scuro io filo la rete universale. All'interno della sua spirale, scintillanti come gocce di rugiada, brillano le costellazioni. Non c'è luce che non sia nata dalla Mia oscurità primordiale: non c'è nobile gesto che non sia stato rafforzato dalla paura di Me. Io saggio l'anima. Attiro ogni creatura tremante attraverso le maglie di causa ed effetto. Nessuno può sfuggire ai vincoli del Mio Destino. Anche gli dei immortali obbediscono al Fato. Quale artista non ha sofferto per il suo lavoro, quale fanciulla non ha lottato per mantenere la sua integrità? Dal male proviene il bene, quale merito ha la virtù che non ha sopportato dure prove? Che si scelga il bene o il male, che venga concesso premio o punizione, tutti obbediscono alla legge di Nemesis!

Hermes: Per l'anima risvegliata qui non c'è contesa! La luminosa Athena porta la civetta notturna e Arachne ha una luce sulla fronte. Queste due sono sorelle. L'alba e il crepuscolo portano il giorno e la notte, in pittoresca armonia, e l'inverno e l'estate si fondono in questa bella primavera! Ascoltate il mio giudizio. Pallade Athena e Arachne vincono entrambe.

Hermes porge loro le ghirlande. Musica. Danza degli aracnidi e degli Elysians. Quelli in nero sulla sinistra, bianco sulla destra, poi entrambi si mescolano e si tengono per mano

Canto: Oscurità e Luce sono uno. Giorno e notte sono uno. Inverno ed Estate sono uno. Natura e Arte sono uno. Arachne e Athena sono sorelle.

Le Dee si abbracciano. Un rullo di tamburi annuncia la fine della rappresentazione. 

Sacerdotessa: Compagni celebranti, contempliamo il mistero di Pallade Athena e Arachne.

Contemplazione

Raggi di armonia sono inviati. Relazioni.

Festa

Si condivide il pasto Sacro.

Ringraziamento

Ringraziamenti a Pallade Athena e Zeus.



Fonti: "A New Translation of Ovid’s Metamorphoses into English Prose”, traduzione di Joseph Davidson, London 1748, ristampa del 1754, pubblicato da J. Robinson, London, 1759. “The Odes of Pindar”  (Le Odi di PIndaro), trad. John Sandys, Loeb Classical Library series no. 56, William Heinemann, London, Harvard University Press, Cambridge, 1946. “Hesiod, Homeric Hymns, Fragments of the Epic Cycle, Homerica” (Esiodo, Inni Omerici, Frammenti del ciclo epico, Omerica), Hesiod (Esiodo), tradotto da Hugh G. Evelyn-White, Loeb Classical Library series no. 57, Harvard University Press, Cambridge, and William Heinemann, London, 1959. “Fasti,“ Ovidio, tradotti da Sir James George Frazer, Loeb Classical Library series no. 253, William Heinemann, London, Harvard University Press, Cambridge, 1931. “Juno Covella, Perpetual Calendar of the Fellowship of Isis”, Lawrence Durdin-Robertson, Cesara Publications, Clonegal Castle, 1982.