"Grazie a Te nostra Sacra Madre Iside per il tuo Amore, Bellezza e Verità che ci circondano ora e sempre. "

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domenica 11 marzo 2012

Il Mistero delle Sfere


Dea, Riti e Misteri della Dea


Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson



Il Mistero delle Sfere


Rituale no. 9


Oracolo della Dea Nut

Invocazione : Madre degli Dei, Grande Abisso Celeste, NUT, veglia su di noi mentre ci accostiamo ai Misteri. Aiuta coloro che sono spaventati dall' Ignoto. Stendi il tuo manto stellato su di noi.
Il tuo corpo è la volta celeste sopra di noi e rechi la via Lattea come tuo velo. Tu che sei grande, abbi compassione della nostra piccolezza, Tu che sei potente, rafforza il debole. Come avvolgi lo spazio e il tempo nella tua oscurità, avvolgi le nostre anime nel loro fluire verso l'eternità.

Oracolo della Dea Nut attraverso la sua sacerdotessa:

Non abbiate paura dell'ignoto: perchè Io sono l'Ignoto. Da me nasce il Sole e la sua progenie i pianeti: e quando il Sole finisce il suo tempo io lo accolgo nel mio abbraccio oscuro: poichè io sono la Nascita e la Morte. Cosi il sole perde la sua luce nel mio Abisso e ritorna ancora più forte in altre Sfere: perchè io sono la Signora delle Sfere e dei Mondi. Io sono lo spazio tra ogni atomo, e da esso genero nuove galassie. E prendo con me solo ciò che deve essere trasformato in una forma di vita superiore.

Cosi è per voi. Ho bisogno di ciascun sole, ciascun albero, ognuno di voi. Senza uno solo di questi elementi il mio corpo stellato sarebbe incompleto. Io vi conosco, imparate a conoscere Me.

Quando mi onorate come la Madre Terra, mi parlate con la confidenza dei figli che si rivolgono alla loro Madre, fonte di ogni bene. Quando crescete in pensieri e opere vi allontano da me per aiutare i vostri passi. Camminate compiaciuti delle vostre nuove capacità e mi dimenticate. Ma anche questa è la mia volontà. Vi rivolgete al Padre, da Lui imparate le regole e la forza per farle rispettare.

Quando giungete alla fine del vostro apprendistato dal padre, tornate a me e vi rivolgete a me come Iside. Lei vi attira con potenti incantesimi alla sfera della Luna. La Regina Persefone invece vi attira nel mondo delle ombre e vi insegna le arti misteriose. La Dea del Sole splendente Grainne invece vi porta la nostalgia per l'unione sacra di due Anime Gemelle in un amore senza fine.

Eppure quando arriva l'inverno con il buio e il freddo volgete lo sguardo ai piloni che sono a guardia del mio Abisso. E sapete che io vi attendo come voi attendete me. Tra le mia braccia azzurre tengo i misteri. Nel sonno della morte è il vostro risveglio. Venite a me.

Mistero delle Sfere

Sull'altare, a Occidente siano poste una bacchetta, una coppa d'argento e due candele. 
Accanto c'è  una corona di fiori rossi e una canna con tre sfere d'oro o campanelli appesi, o un sistro. La Sacerdotessa indossa un mantello nero con due fasce d'argento. Il neofita ha la testa e volto coperti da un panno di lino bianco e tiene un ramo, preferibilmente di vischio. I partecipanti tengono le candele spente. La Sacerdotessa traccia il segno della Ankh, a sud.

Sacerdotessa: (traccia l'ankh a sud) : Invoco la Dea Iside, figlia di Nut, Regina del Cielo.

Sacerdote: (traccia il segno degli Iperborei, il cerchio  con una croce a braccia uguali, ad ovest) Invoco la dea Frigga, regina degli Iperborei. 

Sacerdote: (traccia il segno della chiave in greco, "Omega", a nord), Invoco la dea Persefone, regina degli inferi. 

Sacerdote: Le Lune Oscure dell'inverno portano l' iniziazione per l'anima che penetra nell'Abisso e impara la conoscenza occulta dell'Albero della Vita che porta le Sfere come suo frutto. Sappiate che il conte di Saint Germain ha affrontato l'Iniziazione di Demofoonte, attraverso le due Dee Demetra e Persefone. Si trovava sul bordo del cratere del Vesuvio, porta degli inferi, l'Ade, governato dalla regina Persefone. 

Il Neofita fa un passo in avanti.

Neofita: "Era notte, la luna, velata da nubi scure, gettava una luce incerta sulle balze di lava. Il mio capo era coperto dal velo di lino, e tenendo in mano il ramo d'oro, sono avanzato senza paura verso il punto in cui mi era stato ordinato di trascorrere la notte. Un fulmine balenò per tutta la notte e diede alle fiamme del vulcano il colore del sangue. Ho messo il ramo misterioso sopra l'altare. (Neofita pone il ramo sull'altare.) "Ho pronunciato le parole formidabili. 
Immediatamente la terra tremava sotto i miei piedi, il tuono si è schiantato. Il ramo consacrato era in fiamme.”

Il Sacerdote accende le candele.

Neofita: "Avvolto nelle tenebre sono sceso nell'abisso. Mi sono ritrovato in una stanza quadrata, con al centro una stella con riflessi di cristallo. Sul lato nord è raffigurata  una donna: Lei era a torso nudo con un drappo nero sulle ginocchia e due fasce d'argento ornavano la sua veste. Sull'altare c'era una coppa e una punta di lancia. In mano recava un bastone che pose contro la fronte di un uomo di fronte a lei. " 

Il Neofita si mette in ginocchio, a Nord. La Sacerdotessa rimuove il suo velo con le dita e tocca la sua  fronte. Il Candidato si alza e Lei gli offre una coppa di acqua fresca.

Sacerdote: Il candidato ha ricevuto l'iniziazione dalla Dea Persefone negli Inferi. Così può vedere e riconoscere la saggezza nascosta degli Abissi. Il suo cuore è risvegliato così la Verità è unita con l'Amore in Armonia.

Sacerdotessa: Tuttavia è necessario che l'Iniziato debba tornare dalla via  con cui è arrivato, e così vivere la musica delle sfere al di là. Egli ora si trova all'interno del cristallo che aveva visto la prima volta al centro della stanza quadrata.

Neofita: "La sala in cui ero appena entrato era perfettamente circolare. Sembrava l'interno di un mondo composto di materia dura e trasparente come il cristallo, in modo che la luce entrasse da tutte le parti, la mia veste aveva cambiato il suo colore. Prima, quando sono entrato nella sala era verde, ma ora si era trasformato in un rosso brillante. Rimasi tre giorni nella sala. Dopo di che sono entrato in un posto circondato da colonnati. Al centro c'era un piedistallo di bronzo con sopra una statua che rappresentava un guerriero la cui maestosa testa era coperta con un elmo e una corona.
Era visibile un abito blu sotto le maglie dell'armatura d'oro. In una mano teneva un bastone bianco recante alcuni caratteri, l'altra tesa verso una donna bellissima completamente nuda e con un sole che splendeva sul suo seno. Nella mano destra teneva tre globi uniti da anelli d'oro, una corona di fiori rossi cingeva i suoi bei capelli ". 

La Sacerdotessa  si toglie il mantello e indossa sul capo la corona di fiori rossi. Prende la verga con sfere d'oro e dice "Lei saltò in aria e con lei si sollevò il guerriero, entrambi sostenuti dalla nuvole sopra di loro. Sui capitelli delle quattro colonne di marmo bianco erano fissate quattro statue di bronzo, avevano le ali, e suonavano trombe.."


Il Neofita raccoglie la bacchetta bianca e e con esse tocca sfere nelle mani della  Sacerdotessa.


Neofita: "Ho toccato un sole d'oro, che si trasforma in polvere. Poi ogni molecola diventò un sole dorato in tutto simile al Sole Originale. In quel momento una voce forte e melodiosa esclamò:... " Il lavoro è perfetto "


Sacerdotessa: Così sia dentro di noi tutti.




Il Sacerdote accende la candela e la porge a neofita. Ogni partecipante accende una candela da questa fiamma. Ad ognuna si possono pronunciare i nomi  delle stelle per ogni fiamma 
Polaris: Aldebaran: Capella: Betelgeuse: Spica: Regulus: Vega: Altair: Castor: Polluce: Deneb: Sirius.



Sacerdote: Meditiamo sul mistero delle Sfere.



Meditazione

Sacerdote:  Inviamo il bene a tutti gli esseri viventi. Pronunciamo il nome di quelli per cui preghiamo e colleghiamolo a quello delle stelle.


Sacerdotessa: Rendiamo grazie a Iside, a Frigga e Persefone per la loro benedizione attraverso il mistero delle Sfere. 




Fonti: "The Most Holy Trinosophia", St. Germain, edita da Manley P. Hall, The Philosophical Research Society, Los Angeles, 1962.

Mistero di Demetra e Persefone


Dea, Riti e Misteri della Dea
Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson
Il mistero di Demetra e Persefone

Rituale n. 10
ORACOLO DELLA DEA DEMETRA
ORACOLO DELLA DEA PERSEFONE 




Invocazione: Regale Demetra, Signora della Spada d'Oro e delle splendide messi, Che produci le stagioni e che porti piacevoli doni, elargisci a noi, dal Tuo cesto di grano i semi della saggezza.


Oracolo della Dea Demetra attraverso la sua sacerdotessa

Un chicco di grano è raccolto in silenzio. Il Maestro trasmette la conoscenza: lo studente attraverso la meditazione riceve ciò che è dato, e attraverso la comprensione interiore trasmuta la conoscenza in saggezza. Questo è l'insegnamento perenne di Eleusi. Ciò che era vero è sempre verità, ma nel corso dei cicli la conoscenza si manifesta in modi diversi. Guarda al passato e conoscerai il futuro: poiché il futuro è sepolto nel passato, e il passato attraverso l'azione nel presente determina il futuro.


Invocazione: Vieni a noi, Persefone, Fanciulla di Primavera: dea dell'Olimpo. Regina delle anime nell'Ade. Elargisci a noi  la benedizione delle Divinità superiori: stai con noi quando ci troviamo ad affrontare i Misteri degli Abissi.

Oracolo della Dea Persefone attraverso la sua sacerdotessa
Ascoltate le mie parole con l'orecchio interiore: e guardate con l'Occhio della Visione. Il seme cade dalla pianta in profondità, là dove trascina in sé l'elemento della crescita. Quando arriva la primavera la pianta cresce attraverso la terra nell'aria luminosa. I grandi alberi e i fiori piccoli selvatici nello stesso modo portano i loro doni di colore e di profumo e buon cibo. Gli uccelli fanno i loro nidi nei rami e le api e le farfalle sono incantate dai tanti fiori colorati. Ma quando l'autunno arriva poi che dire delle piante e dei fiori? I loro semi cadono nella terra scura, come ho fatto io: e sono rinati sulla terra, come è stato per me. Ma il loro vero Io gode della bellezza eterna con Demetra e tutte le Divinità: come faccio io, ora e per sempre.

Mistero di Demetra e Persefone

Due altari sono posti alle due estremità del tempio. Verde, Sud e Nero, Nord. Sull'altare verde vi sia un paniere di spighe di grano e cereali e una tazza di un infuso di menta e di farina d'avena o orzo. Dinanzi all'altare fiori sparsi. Sull'altare nero melograni e mele, e pietre multicolori. Se si è all'aperto, un fuoco può essere acceso tra gli altari per Ecate, ed un altro presso l'altare nero. Questi fuochi possono essere rappresentati da carboni ardenti. Ecate ha una torcia, se all'aperto, o una candela bianca, se all'interno. Un cane può rappresentare Cerbero.

Neofita: Venerati sacerdote e sacerdotessa, ascoltate la supplica di Demofoonte: "Quando ero un bambino la madre terra Gaia mi ha rifiutato l'iniziazione della Olimpica Demetra. Lei lo ha fatto attraverso la persona di mia madre, la regina Metaneira. Ora che sono cresciuto chiedo che mi sia concessa l'iniziazione di entrambe le Dee del Cielo e della Terra ".

Sacerdotessa: L'anima si risveglia quando la crisalide si rompe. - Nessuno può sapere in quale ora. Eppure testimonia il mistero della Madre e della Figlia che la tua mente può comprendere e la tua anima esserne nutrita.

Sacerdote: Con l'occhio della visione ci troviamo sulla Piana di Enna in Sicilia. Ecco il possente monte Etna, con le pendici rivestite di alberi, prima che la Madre Terra lo facesse a pezzi con sue Fiamme interiori.

Persefone danza con le sue amiche.

Sacerdote: La Kore, Persefone, raccoglie fiori e gioca con le figlie di Oceano. Leucippe, Phaeno, Electra e Ianthe girano in un labirinto con Rodi e Melita delle isole fragranti. Lache, Calliroe e Melobosis raccolgono fiori con Tyche, Ocyrhoe e la gentile Cryseide. Ianeira, Acaste e  Admete intrecciano le mani con la rosea Rhodope del sandalo perduto. Pluto, Calypso e  Styx danzano con Galaxaura, mentre Pallade che suscita battaglie cerca le frecce di Artemide.

Persefone: Bello è questo amabile prato verde sul pendio della piacevole montagna! Soffici crochi si mescolano con iris e giacinti, con rose e gigli meravigliosi da vedere, e il narciso che la terra spaziosa fa crescere giallo come un croco. Ma che cosa è questo fiore raggiante, una cosa la cui vista provoca timore agli Dei immortali o agli uomini mortali? Dalla sua radice sbocciano un centinaio di fiori, e profuma più dolcemente, in modo che in alto tutto il cielo e la terra intera e il mare salato si gonfiano ridendo di gioia! Persefone coglie il fiore.

Sacerdote: E la ragazza si protende con entrambe le mani per prendere il grazioso giocattolo. Ma si aprì la terra dalle ampie strade, e ne emerse il Dio Ade, Ospite di Molti, con i suoi cavalli immortali. Lui la sollevò sul suo carro d'oro, e la portò via verso il suo regno oscuro di Ade, che confina con i temibili Fuochi della Madre.  
Ade viene avanti e la porta all'altare nero.

Sacerdote: Ecco Persefone è stata rapita lontano a causa del piano oscuro di suo padre Zeus, il Figlio di Cronos. Ade la nasconde negli Inferi. La Dea del Frumento Dorato, Demetra  dalla bella corona, non sa nulla dell'accaduto, e con profondo dolore ricerca la figlia giovinetta.

Demetra: Per nove giorni ho cercato di Persefone, e tutto invano. Cercherò di lei nella sfera del sole. "Helios dai raggi splendenti, hai visto mia figlia Persefone dalle belle caviglie tra le Tue greggi dal vello d'oro nel cielo blu?"

Helios: Nobile Demetra, la Kore non si trova nella Mia Sfera. Con il Mio Occhio d'Oro ho visto tua figlia portata via dal cupo Ade, Signore di molti, fratello di Zeus Olimpio.

Demetra: Ahimè! Quindi Ella è perduta al giorno luminoso e al mio regno fiorito. Chiederò l'aiuto di Ecate dalla chioma luminosa nella Sfera della Luna. (Demetra si allontana dall'altare verde in direzione di Ecate.) Ecate dei Crocicchi, tu hai visto dove il Signore delle Ombre ha portato mia figlia, la fiorente Persefone?

Hecate: Ho una Triste notizia per te, Demetra coronata d'oro. Dalla mia sfera della Triplice Luna ho visto la Kore trascinata in basso, non so dove.

Demetra: Dea luminosa vestita di bianco, dammi un tizzone della Tua Luce e cercherò mia figlia nel tenebroso mondo sotterraneo.

Demetra stende un velo sopra la testa e il viso. Ecate le consegna la sua torcia o candela. Demetra si avvicina all'altare nero.
Caronte: Chi cerca ammissione agli Inferi?

Demetra: Io sono l'afflitta Demetra. LasciaMi attraversare lo Stige. Che il segugio dell'Ade, Cerbero, si faccia da parte.

Caronte: Attraversa lo Stige, in virtù delle Tue lacrime amare. Supera Cerbero per via del tuo profondo dolore.

Demetra passa oltre Caronte e arriva di fronte all' altare nero. Ade la affronta.

Ade: benvenuta nel Mio oscuro reame, Demetra, sorella mia. Cosa conduce Te, Dea di frutti, alberi e grano in questo luogo ai confini dei fuochi della Madre Terra.

Demetra: vengo per Mia figlia, la Kore. Fratello di Zeus, rilasciala.

Ade: Ella verrà con Te.

Persefone appare con il capo e il viso velato e con una vipera ad incoronarla.

Demetra: Figlia mia, lascia questo posto lugubre e il suo Re dalle sopracciglia nere. Ritorna con Tua Madre alla piana di Enna e alle Figlie di Oceano.

Persefone: Qui sono io la Regina. Io governo questo regno con i suoi tesori sepolti di conoscenza e i suoi variopinti gioielli di potere. Qui voglio restare.

Demetra: Persefone, porgi l'orecchio al mio lamento. Da quando sei caduta attraverso la fessura aperta nella terra, una cupa desolazione copre la piana di Enna. I Fuochi della Madre sgorgano dalla montagna e il fumo amaro degli Inferi offusca l'aria, e si diffonde sulla terra dalle ampie strade. Silente è la primavera. Senza la Tua presenza, gli uccelli cadono in volo.

Le erbe appassiscono e il grano bianco non può crescere. Amari sono i pozzi e i corsi d'acqua, e i fiori non fioriscono più. Le navi percorrono le loro rotte attraverso i pesci avvelenati. Vacche e tori e pecore muoiono di fame insieme all'umanità. Nessuna creatura vivrà senza di te. Nessuno può vivere senza un'anima.

Persefone: Abbandono la Mia corona. Tornerò alle pianure desolate.

Ade: Abbi pietà, Persefone, mia Regina. Le Ombre dolenti qui non possono vivere senza di te. Che sono tutte le ricchezze sepolte della conoscenza e i lucenti gioielli di potere senza un'anima? Resta con noi figlia dell'Elysium.

Persefone: resterò con le Ombre e porterò loro la gioia.

Ade: In segno di ciò mangia questi semi. Il seme della saggezza si è sviluppato nell'abisso.

Persefone mangia un seme da un frutto offertole da Ade.

Demetra: Persefone ha mangiato il seme fatale. Ora è perduta per il Cielo. Invocherò in mio aiuto gli Dei dell'Olimpo.

Demetra con la sua torcia fa il segno del disco alato. Hermes viene a lei dal verde altare, portando la sua bacchetta alata.

Hermes: Ascoltate il saggio consiglio di Zeus e della Regale Hera. L'Armonia è mantenuta con l'Equilibrio. Che Persefone trascorra un terzo del cerchio dell'anno con Ade negli Inferi. Là regnerà nel nome della Madre. Per un terzo abiti come Psiche sulla verde terra. Per un terzo può abitare nel cielo dell'Olimpo, come una Farfalla celestiale risvegliata dalla sua crisalide.

Demetra: Così sia. Si toglie il velo.

Ade: “Torna, Persefone, presso tua madre dallo scuro peplo;
Vai e mantieni un sentimento benevolo nel Tuo cuore verso di Me: poichè non sarò per te uno sposo indegno al cospetto degl'immortali io che sono Adoneo, fratello di Zeus e Poseidone; e quando tornerai quaggiù, regnerai su tutti gli Esseri che vivono e si muovono nell'Abisso e avrai fra gli immortali gli onori più grandi.

Persefone gli dà la corona e toglie il velo. Demetra la abbraccia e ritornano verso l'altare verde.

Sacerdote: e Demetra si slanciò, simile ad una Menade che discende un monte ombroso di selve, e Persefone corse verso la madre e Le gettò le braccia al collo, stringendosi a Lei. E quando Madre e figlia tornarono alle pianure, la primavera giunse su tutta la terra. Enna, Rharus e Nysa, una volta terre ricche e fertile di grano, si stendevano sterili e completamente spoglie. Ma appena divenne primavera, si ricoprirono di lunghe spighe di frumento e il loro ricchi solchi solchi erano carichi di grano. E Demetra dalla bella corona evocò il canto degli uccelli: e gli animali e l'uomo ritrovarono la salute: e frutti scaturirono dalle Terre desolate. I Veleni si allontanarono dai pozzi e dei mari. Ed ecco, il fumo acre non giunse all'azzurro cielo, né soffocò le greggi d'oro di Helios.

Demetra dà il cesto alla Sacerdotessa.
Sacerdotessa: Demofoonte, i tuoi occhi hanno visto le due dee. (Lei gli dà del grano dal cestello.) Prendi questo grano dal Cesto di Demetra. Una spiga di grano è raccolto in silenzio. (gli dà l'infuso.) Prendi questo Cibo Sacro di Menta e frumento dalla dea Demetra e che possa risvegliare la tua anima alla vita eterna. (sparge del grano sul terreno.) Che tutti gli esseri siano benedetti da Demetra e dalla generosa Madre Terra Gaia.

Sacerdote: Meditiamo sul mistero di Demetra e Persefone.

Meditazione

Sacerdote: Beati sono quelli che con timore ispirato e reverenziale amano liberamente le Dee. Fanno inviare Plutone come ospite, Plutone, che dà il tesoro nascosto degli Abissi a tutti coloro che cercano. Signora, Che regali buoni doni, Che porti le stagioni, Regale Deo, sii clemente, Tu e Tua figlia, Persefone interamente bella, e dacci la confortante Beatitudine del cuore, ora e sempre.




Fonti: "Esiodo, Inni omerici, frammenti del ciclo epico, Homerica", tradotto da Hugh G. Evelyn-White, Loeb Classical Library no. 57, Harvard University Press, Cambridge, e William Heinemann, London, 1959. "Eleusis, immagine archetipica di madre e figlia", Carl Kerenyi, Routledge e Kegan Paul, London, 1967.

Mistero del Risveglio di Osiride


Dea, Riti e Misteri della Dea   

Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson

Mistero del risveglio di Osiride     

Rituale no. 8


ORACOLO DELLA DEA ISIDE 

Invocazione
Iside dai Diecimila Nomi, che proteggi l'anima con le Tue ali piumate di Nibbio; che con il Tuo sangue, i Tuoi incantesimi e il Tuo potere rafforzi lo spirito, ispiraci con il Tuo respiro del vento dell'ovest. Alata Dea che nascondi la fronte con i Tuoi lunghi capelli, dissemina di magia la tua chioma e scuotila sulla fronte dei Tuoi devoti. Soffia in noi il Tuo alito di vita e di salute e forza.

Oracolo della Dea Iside attraverso la sua sacerdotessa
E' attraverso l'Ispirazione che si vive. Senza ispirazione si è come morti, privi del Respiro Sacro. Non fatevi illusioni. Non si può vivere per sempre chiusi nei sarcofagi delle vostre fantasie, per quanto essi siano colorati, costringono comunque. Perché senza ispirazione i colori si oscureranno, la potenza diminuirà. Nessuna quantità di stimoli ricevuti dal vostro pensiero o dai vostri sensi, nessun atto di volontà può quindi portare la vita. Lentamente affonderete in uno stato di incoscienza e, mentre i vostri sogni diventano incubi, voi stessi cadrete vittime delle immagini di paura da voi stessi create.

Attingete al Mio Soffio, che è sospinto verso di voi e verso tutti gli esseri dal battito ritmico delle mie ali. Questo Soffio Sacro non può essere celato, conservato, tenuto prigioniero in un luogo, all'interno di una persona - neanche all'interno di una Dio o Dea. E' per tutti. E come è per tutti, porta tutto. Apritevi al vento dell'ispirazione, e non perderete nient'altro che il consolidamento di una bara fatta di teologie logore e leggi paralizzanti. Invece, otterrete le ricchezze dell'Eternità e teologie migliori, leggi più nobili. Lasciate che la Verità purifichi la vostra mente come un vento forte porta rinnovamento. Perché la Verità si esprime come una nuova comprensione ed Essa non può essere vincolata o bendata. Questo coraggio di affrontare la Verità svelata significa che perderete il sonno della nonesistenza. Voi respirate liberamente, aprite gli occhi senza paura: vi sedete, vi alzate; poi con le ali di Horus volate con Me. Usate il variopinto fluente lenzuolo di sogni che un tempo vi ha legato come un abito che si indossa a piacimento.

Ascoltate il Mio richiamo e risvegliatevi!

Mistero del risveglio di Osiride
Sull'altare vi sia una candela rossa accesa, incenso bruciante, un vaso di acqua salata, pane, e un ramo verde. Uno o due devoti possono leggere il rituale, o sacerdotessa e sacerdote svolgere la cerimonia, con i devoti che rappresentano le divinità. Osiride si trova di fronte all'altare, un velo nero che copre il volto, e con le braccia incrociate. La Sacerdotessa offre incenso.
Offriamo incenso alla dea Iside e al dio Osiride. Possiamo noi essere benedetti nel recitare il loro mistero.

Sacerdote: Lamentatevi con noi. Il Dio Osiride è morto.

(Il Sacerdote spegne la luce della candela.)
Sacerdote: egli giace in una cassa realizzata con l'Albero di Erica da suo fratello, il Dio Set, l'abile artigiano. Set la dipinse con immagini a colori meravigliose da vedere, e il cuore di Osiride lo bramò ed Egli si distese al suo interno. Ma la cassa era stata costruita su misura per la forma del corpo di Osiride in modo che Egli non potesse fuggire. E così Egli morì ma quali sogni ebbe Egli in questo sonno di morte?

Sacerdotessa: Egli visse nei sogni: fuggì, ma il suo nemico lo uccise molte volte. Fu smembrato, e ogni frammento fu disperso e nascosto nelle Due Terre di Khem. E, mentre dormiva, la Sua Sposa Lo proteggeva.

Iside: Respingo i suoi nemici e faccio sì che le gesta del malvagio siano battute dal potere delle Mie parole. Agisco per il Mio Sposo: mentre Lui si perde nei sogni, Lo cerco senza farmi sviare da nulla. Vado errando per  le contrade gemendo come un nibbio, senza fermarmi fino a quando Lo trovo e Lo risveglio alla vita. Faccio ombra per la Sua anima smarrita con le Mie penne, e creo il vento con le Mie ali, che Io possa portare il mio Sposo alla pace. Do forza alla debolezza di Colui che ha il cuore stanco. Ho fatto nascere un erede, Horus, e allatto il neonato in solitudine - il luogo dove Egli si trova non è noto.

Sacerdote: Osiride nel sonno della morte udì le parole di Iside e della Sua ricerca. Gli tornò la memoria.

Osiride: Ecco! L'amore per la Mia sposa si risveglia nel mio cuore. So di essere Osiride. Eppure io so di essere anche un morto vivente, e non posso muovere neanche un dito. Chi mi richiamerà alla vita con magiche parole di Potere?

Sacerdotessa: ascolta il richiamo di Iside, Osiride, che la tua anima possa essere risvegliata.

Iside: Vieni alla Tua casa, vieni alla Tua casa, o Dio, vieni alla Tua casa, che tu possa vedermi. Io sono la Tua sposa, Colei che ami: Tu non sei separato da Me, o Bel Giovane; vieni alla Tua casa. Ancora il Mio cuore Ti brama e i Miei occhi Ti desiderano. Vieni a Colei che ti ama, Unnefer, Beato. Vieni alla Tua Sposa, vieni alla Tua Sposa. Vieni alla Tua casa e alla Tua Sposa. Io sono la Tua anima gemella, perché noi due siamo figli della Dea Nuit il cui corpo stellato la notte si inarca nel cielo. Tu sei in verità il pastore con il bastone, che sorveglia le greggi stellate delle tenebre. Con la Mia Stella Bianca Ti seguo appena affondi nelle profondità dell'Oceano occidentale alla fine del mondo. Gli Dèi e gli uomini hanno nascosto i loro volti tra le mani e piangono insieme per Te. Appresso a loro Io grido e piango. Eppure sono io la Tua Sposa che Tu ami. Amore mio! Amore Mio!

Osiride: Mi vedo in molti sogni con molti nomi e molte forme: ho sentito il richiamo della Mia amata Iside: e convoco i miei molti Sè e do loro un nome. Per tutti sono Osiride. Possono tutti questi essere svegliati con Me se non sono miei parenti?

Maat: Una rondine portò la notizia della morte di Osiride a Iside, e Lei decise di salvarLo. Possano le rondini e tutte le creature alate vivere per sempre. Così disse la dea Maat.

Set: Sette scorpioni accompagnarono Iside nella sua ricerca. Possano gli scorpioni e i rettili e tutti gli esseri striscianti vivere per sempre. Così disse il Dio Set Dio dall'abile mano.

Arpocrate: Iside prese la forma di un avvoltoio per guarire il figlio minore, Arpocrate, dal veleno dello scorpione. Possano gli avvoltoi e tutte le creature della foresta vivere per sempre. Così disse il Dio Arpocrate del Mistero dello Scorpione.

Anubis: Alcuni cani aiutarono Iside nella sua ricerca dei frammenti del corpo di Osiride. Possano i cani e tutti e gli animali a quattro zampe vivere per sempre. Così disse Anubis con la testa di sciacallo.

Horus: Quando mia madre Iside si rivolse a tutti gli esseri umani perché cooperassero alla Sua ricerca di Arpocrate, gli abitanti delle paludi e i pescatori le diedero aiuto, e piansero con lei, e si rallegrarono quando Lei guarì suo Figlio. Possano gli abitanti delle paludi e i pescatori e tutta la gente umile, vivere per sempre. Così disse il Dio Horus con gli occhi dorati di un falco.

Nefti: Un'Ancella Reale trovò Iside al pozzo: Le intrecciò i capelli e alitò su di loro dolci profumi. Possano le fanciulle e tutti i bambini vivere per sempre. Così disse la dea Nefti, amica delle Anime Dipartite.

Hathor: La regina Malcandra di Byblos diede ad Iside il proprio bambino da allattare. E Iside pose il bambino sulle fiamme e così lo rese immortale. Possano le madri e tutti gli uomini e le donne vivere per sempre. Così disse la dea Hathor del disco lunare tra le Corna di Vacca.

Thoth: La regina Malcandra consegnò ad Iside l'Albero di Tamerice che conteneva il corpo di Osiride all'interno della cassa di legno di Erica. Che l'Albero di Tamerice e l'Albero di Erica e tutte le piante possano vivere per sempre. Così disse il Dio Thoth, con il capo di Ibis, che impugna il rotolo di papiro.

Sacerdote: Sagge sono le divinità. La ricerca è terminata, Iside ha trovato Osiride all'interno dell'albero.

Sacerdotessa: Iside aprì la cassa dipinta, e ponendo il volto sul volto del marito, e il proprio cuore sul cuore di Lui, Lo baciò, e bagnò il Suo viso con le lacrime. L'Iside alata soffiò nelle Sue narici e nella Sua bocca il Respiro della Vita. Ed ecco Egli fu di nuovo vivo.

Iside prende il vaso di acqua e va su un ginocchio di Osiride. Si toglie il velo. Si cosparge la fronte con l'acqua e mette la mano sul cuore. Ora si china e lo bacia sulla fronte.
Iside: Osiride Svegliati!

Il Sacerdote accende la candela.
Osiride si alza lentamente in piedi e si volta verso Iside. Essi stanno in piedi ai lati dell'altare e si sollevano i palmi delle mani l'uno verso l'altra, fino a quando i palmi sono un centimetro di distanza. Quando avvertono fluire il potere, si rivolgono verso i partecipanti, le mani con i palmi in avanti in segno di benedizione.
Sacerdote: Il miracolo è compiuto e tutte le cose si rinnovano. Osiride è risorto dai morti. Gloria lode e ringraziamento ad Iside, perchè sua è la Palma della Vittoria.

Il Sacerdote consegna ad Iside il ramo verde.
Divinità: Osiride ci viene restituito! Egli è stato risvegliato alla vita eterna.

Musica: Le Divinità circondano Osiride.
Osiride: Chi sono questi esseri gloriosi che Mi stanno intorno? Vedo Mia Moglie Iside, e sua sorella Nefti. Mio fratello Set Mi porge una tunica di dodici colori. Horus con l'Occhio Utchat del Mattino si congratula con Me e Hathor dalla testa di vacca Mi offre l'amore della Madre. Davanti a me sta Maat con la Piuma della Verità. Sulla Mia destra c'è Anubis con la bilancia della giustizia, e sulla Mia sinistra c'è Thoth della saggezza nascosta. Mio fratello Arpocrate dei Misteri tiene un dito sulla bocca imponendo il Silenzio.

Sacerdotessa: Meditiamo sulla chiave di Iside che apre le porte del Mondo Superiore degli Esseri Alati: e le porte dell'Amenti, il mondo sotterraneo dove regna Osiride con pastorale e flagello.

Meditazione
Sacerdote dà a ciascun partecipante un pezzo di pane con queste parole: prendi da Osiride il grano immortale, che la tua anima possa risvegliarsi e ottenere il raccolto di molte vite.

Sacerdotessa pone dell'acqua sulla fronte di ciascun partecipante con queste parole: Ricevi da Iside l'Acqua della Vita. Possa tu conoscere la tua immortalità.

Sacerdote: (girandosi verso l'altare) Ringraziamo Iside e Osiride per il mistero del risveglio di Osiride.

La Sacerdotessa si volta verso i partecipanti, le braccia alzate nella posizione di Iside.
Sacerdotessa: Possano tutti gli esseri risvegliarsi alla realtà eterna. Andate in pace.




Fonti: Invocazione Isiaca da "Il Libro dei Morti, il Papiro di Ani", EA Wallis Budge, The Medici Society Ltd., Londra e New York, 1913, ristampato da Dover Publications Inc. di New York, 1967. "Vite di Plutarco" traduzione di WR Frazer, il Dr. Emil Reich, editore, Swan Sonnenschein, Londra, 1906. "Egyptian Mythology", Veronica Ions, Paul Hamlyn, Gruppo Editoriale Hamlyn, London, 1968. "Testi delle Piramidi", Mercer AB Samuel, Volumi I - IV, Longmans, Green & Co., New York, 1952. "Inno ad Osiride",  XVIII dinastia, da “Osiris & The Egyptian Resurrection”, E. A. Wallis Budge, in two volumes, The Medici Society,  Ltd., 1911, ristampato da Dover Publications, Inc., New York, 1973. "Plastik Aegyptische in Meisterwerken: mit 48 Bildtafeln", Anthès Rudolph, Hans Günther E. Verlag, Stoccarda, 1954. "Dee della Caldea, Siria e Egitto", Durdin Lawrence-Robertson, Pubblicazioni Cesara, Castello Clonegal, Irlanda, 1975. 

Mistero del Labirinto


Dea, Riti e Misteri della Dea


Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson

Mistero del Labirinto

Rituale no. 12

ORACOLO DELLA DEA ARIANNA 


Invocazione: Saggia Arianna del mare profondo, più di ogni altra feconda d’orzo, tu la cui corona stellata di Teti brilla nei cieli, donaci la tua guida. Abile tessitrice del filo luminoso della vita, che mantieni tutte le sfere in modellata bellezza, ispiraci con la tua saggezza. Tu che sei al di sopra del Labirinto della mente, aiutaci nel nostro pensiero. Poiché tu, figlia della verità sei sposa dell’ardente Dioniso della vite feconda, e così dalla Verità e dall'Amore conduci tutte le creature all'armonia.

Oracolo della Dea Arianna attraverso la sua sacerdotessa

Quando siete giovani, cercate ciò che vi è simile. E rifiutate il diverso, e lo chiamate vostro nemico. Ma quando giungete alla maturità, voi cercate il non-io, perché in questo vi completate. E così attraverso la riconciliazione con il nemico giunge la creazione. Poiché chi è votato ad una Verità spirituale più alta ha bisogno del caldo splendore dell'Amante, per timore che essa si congeli come una vergine di ghiaccio. E l'Amante, demoniaco nelle sue passioni, cerca la Vergine di Ghiaccio che placherà il suo ardore. E tra questi due si realizza l'armonia delle sfere.

Quando vi trovate davanti l'ingresso alla vita ricevete il mio filo luminoso. Ma appena penetrate più a fondo e ancora più in profondità nel Labirinto di tempo e spazio, il filo diventa più sottile, più spettrale. Perché quando ricordate il mio filo, esso si rafforza; e quando lo dimenticate si indebolisce. Mentre vi spostate attraverso gli anni lasciate dietro di voi un percorso a spirale del filo, che vi porta la memoria del vostro vero essere. Tuttavia guardate in avanti e non vedete luce: la luce è dietro di voi.

Quando raggiungete il punto più oscuro del Labirinto, e affrontate ciò che più temete, potreste far cadere il filo. Ma non temete. Io sono sempre con voi anche se non mi vedete. Io sono la Coscienza, e mia madre è la Natura e mio Padre è la Filosofia. Invocatemi ed io vi aiuterò: in questa maniera siete salvati dalla mia grazia, e non dalla vostra propria volontà. E così deve essere. Infatti chi vorrebbe essere salvato attraverso l'io diviso, anziché essere aiutato dall’Amata Immortale.

Così ritornate a percorrere le numerose spire del Labirinto, ma ora guardate il filo ed esso scintilla davanti a voi come il mio Serpente d’Argento. E quando  raggiungete l'ingresso dell'Ascia Bipenne, vi librate sopra il Labirinto e guardate in basso. E adesso vi è possibile capire il significato dello schema, e godere della sua bellezza. E aiutate altri che hanno perso la loro strada come è capitato anche a voi e guidateli al loro traguardo.

Mistero del Labirinto

Sull'altare maggiore si trova la Eirestone (un ramo avvolto come una conocchia con filo di lana non tinta). In fondo al tempio, ci sta uno sgabello o, se all’esterno, una grossa pietra.

Il Cercatore: Venerata sacerdotessa e sacerdote della dea Luna, vorrei sottopormi alla prova del Labirinto, e così dimostrare il mio vero valore 


Sacerdotessa: Nessun eroe può penetrare il labirinto e restare vivo, senza il filo di Arianna. Ascolta il racconto dell'Attico Teseo e di cosa gli accadde nell'isola di Creta.
Sacerdote: Che le nostre parole possano  essere ispirate da Arianna, Dioniso e Atena. Nell'Era degli Eroi, Teseo, figlio di Etra e Egeo, veleggia da Atene alla potente Creta. Egli entra nel tempio di Crateria, la Dea Regnante. E’ accolto da Arianna, figlia della Dea della Luna, Pasifae, e del re, Minosse figlio di Efesto.

Arianna: Teseo, sei il benvenuto al Tempio della Potente Crateria, Madre di Creta. Cosa vuoi dalla Sacerdotessa della Luna, la  Triplice Dea, Dictynna, Britomarte, Pasifae?

Teseo: L'Attica saluta la Nobile Arianna del Mare, chiamata la più feconda  Madre dell’Orzo. Prima lasciare il regno di Minosse, vorrei cimentarmi  nella prova del Labirinto.

Arianna: per quale motivo?

Teseo: Per uccidere il Minotauro, e così salvare il mio popolo, le fanciulle e i giovani di Atene, dal sacrificio crudele.

Arianna: Perché il Minotauro è tanto temuto?

Teseo: Quale mortale non teme il Figlio di Pasifae e del Bianco Toro del Mare, figlio di Poseidone? "Una forma mista in cui due strane figure si combinano: E in cui le diverse nature dell'uomo e del toro sono unite" Vorrei affrontare e combattere con questo mostro che  vince su tutto ed uscirne Vittorioso. 

Arianna: E così sia. (Solleva il ramo dall’altare.) Ecco questa Conocchia, un ramo del sacro albero di ulivo. Vi è avvolta lana di pecora, in filo ritorto. Prendine la fine. (Consegna a Teseo l’estremità libera del filo.) Che il filo sia una traccia dietro di te nel Labirinto. Ma sappi che se tu farai cadere o rompere questa traccia di filo, sicuramente morirai.

Teseo: farò buona guardia. (Si guarda intorno) In tutto questo tempio sacro alla Madre, non vedo l’ingresso del Labirinto.

Arianna: Porta laggiù con te il filo e siediti sulla Pietra di Crateria (Teseo si siede sulla pietra.) Chiudi gli occhi, e potrai vedere l'Entrata. (viene suonata Musica dolce).

Teseo: Come posso vedere se gli occhi sono chiusi? Ah sì, la mia fioca visione si schiarisce. Vedo una possente Entrata formata da due pilastri, che sostengono un architrave in pietra ridotta grezza. Al di là dei pilastri è notte scura. Stringo l’elsa della mia spada perchè vedo scolpita sull'architrave la curvatura della doppia ascia di Creta - il labrys.

Arianna: tu vedi la luna crescente e calante dei Pesci. Lascia che la tua anima sorga e passi attraverso la Porta del Labirinto. Non avere paura.

Teseo: Paura? Da uomo a eroe, da eroe a semi Dio, da semi Dio a Dio, questo è il mio grande obiettivo. La mia volontà è forte. Io entro.

Arianna: Ma non far cadere il mio filo.

Teseo: Lo stringo ancora. Esso risplende dolcemente, schiarendo il buio. Scendo un tunnel interminabile sempre più verso il basso nelle tenebre. Potrebbe essere la cisterna di qualche cittadella. Ah! sono in una caverna. Mi ritrovo di nuovo bambino. Ho sentito le parole di condanna dell'Oracolo di Delfi. A mio padre, Egeo, è negato un figlio. Non posso andare oltre. Non era la volontà degli dei che io dovessi nascere. La mia nascita è maledetta.

Arianna: Fatti coraggio. Egeo era il tuo vero padre? Molti affermano che tu sei Figlio del Dio Poseidone di Atlantide.

Teseo: Sono quindi un Semi Dio? Potrebbe anche essere. Mi considero Capo di uomini, anche da ragazzo, ma io sono anche l'erede anche del Re Egeo. Ho scoperto i segni della mia regalità, spada e scarpe, nascosti sotto la Pietra matriarcale di Etra.

Arianna: Erede di Atene, non dimenticare il tuo destino, per raggiungere il Centro del Labirinto.

Teseo: Vero. Fin da giovane ho avuto strani sogni di ricerca in dedali simili a catacombe, così come questo labirinto. Un artigiano non inferiore al Maestro Dedalo A di Atene ha progettato quest'opera. Confonde tutti i segni di riferimento. E mi conduce in bizzarri meandri, con un intricato svolgersi di  molti sentieri.

(La musica diventa più veloce e i partecipanti si uniscono nella danza labirinto).

Teseo: Questo Labirinto è come il limpido Meandro che serpeggia nella pianura Frigia e srotola avanti e indietro i suoi vari canali, spesso con prodigiosa misurazione dei suoi argini. Ora punta in alto alla sua fonte, ora scivola in basso verso il mare, e affatica con vari affanni la sua corrente vagabonda. Soltanto Dedalo modella così gli  innumerevoli sentieri in avvolgimenti senza fine, tanto che lui stesso potrebbe a stento trovare la strada verso l'ingresso, per quanto sono molteplici e intricati i suoi avvolgimenti.

Arianna: Teseo, ascolta la mia voce. Nei Cicli di Tempo e Spazio, non perdere il filo.

Dedalo: Io, Dedalo, disegno lo schema della mente umana. Due serpenti intrecciano le loro spire su una stella a otto raggi. L'Ascia Bipenne è formata. L'enigma si trova al suo interno.

Arianna: Tuttavia io, Arianna, tengo stretto lo scintillante  Filo di Vita. Teseo, perché ti fermi?

Teseo: Sono ancora una volta un giovane uomo. La gelosa Strega Medea convince Egeo ad avvelenarmi.

Arianna: Rifiuta la coppa avvelenata e continua il viaggio.

Teseo: Nei giorni della mia grande forza potrei essere un secondo Eracle.  Uccido ladri e tiranni e soccorro le loro vittime. Porto aiuto agli afflitti e libertà agli schiavi. Il popolo entusiasta mi chiama Eroe.

Arianna: non riposare sui tuoi allori, e continua la tua ricerca.

Teseo: Chi è che mi sbarra strada? Lei è Elena dalla folta chioma, Gloria di Sparta. Lei si gira, e ora guardo Ippolita regina delle Amazzoni.

Arianna: Se vuoi essere rivale di Eracle, guardati dal suo destino e resta libero dalle formule delle incantatrici.

Teseo: Meglio la trama della fiera Antiope di quei terribili sogni di massacri che affliggono la vecchiaia. I miei occhi invecchiati possono anche  chiaramente scorgere una visione di Egeo che si lancia incontro alla sua morte nel mare scuro come il vino, e ho del tutto inconsapevole causato la sua fine. Vedo ancora una volta i miei cugini, i Pallantidi, che insorgono contro di me e che io ho ucciso. L'amicizia dei Lapiti mi rafforza: ma io vivo ancora una volta la mia strage dei loro nemici, i Centauri. Io incontro lo sguardo di rimprovero del saggio Chirone, un Centauro e il mio Maestro.


Arianna: Quale dolore ti sovrasta adesso?
Teseo: Ciò che porta tormento agli anni che mi restano. Che angoscia vedere il mio figlio morto, Ippolito, e la mia giovane moglie, la bionda Fedra, che si è impiccata, e tutto a causa della mia bruciante gelosia e dell'odio amaro.

Arianna: Sei nei pressi del Minotauro - non lo senti vicino?

Teseo: Ho raggiunto il centro. Freddo orrore riempie la mia anima. Che forma maligna è questa, rannicchiata nel buio? Metà bestia, metà uomo, tutta piena di paura e rabbia. Estraggo la mia spada. Conosco il Minotauro. Ho incontrato il suo sguardo arrabbiato, folle di battaglie furiose, gli occhi rossi, i denti scoperti, brandisce una spada. Vedo nella sua mente. Mira a versare il mio sangue e ad uccidermi.

Arianna: Teseo, arrotola il mio filo sul tuo polso sinistro per la salvezza della tua vita.

Teseo: lo faccio. L'unica luce proviene dal filo. Lunga è la lotta, lunghi giorni, lunghi anni, lunghe vite. Vedo le nostre ombre che si mescolano sulle pareti di pietra grezza di questa nostra prigione all'interno del Labirinto.

Arianna: Chi può con la sua volontà opporsi al Fato? Neanche gli Dei dell'Olimpo.

Teseo: Nessun uomo può combattere il suo destino. La bestia può uccidermi, non il Minotauro ma il Destino. (rompe il filo.) Ho lasciato cadere la mia spada. Lascia cadere la sua. In verità, Ora conosco il mio nemico. Lui è la mia ombra. Lui è me stesso.

Arianna: Teseo. Figlio di Poseidone, hai svelato l'Enigma. Ritorna in modo sicuro attraverso il labirinto, seguendo la luce del filo che si snoda.

Teseo: Impossibile. Ho spezzato il filo. Qui sulla Pietra di Crateria devo rimanere intrappolato per sempre negli Inferi.

Arianna: Tuttavia puoi avere delle visioni. Cosa appare davanti al tuo sguardo?

Teseo: L'arrivo della mia morte. Sono a Sciro. Come Egeo cado dall'alta scogliera.

Arianna: Cosa accade dopo ?
Teseo: Vedo un Guerriero di dimensioni non ordinarie addormentato. É sepolto con onore ad Atene. Al suo fianco c'è una punta di lancia di bronzo e una spada.

Arianna: Per duemila anni questo Re, che sei tu, è rimasto addormentato. Teseo, svegliati! Lascia che l’Attica risorga!

Teseo: Appare davanti a me un’ immagine di Arianna, venuta a ridare la vita. Al suo fianco è il suo consorte, Dioniso, Dio del Grano e del Vino. Egli prende da Arianna la sua corona splendente e la scaglia nel Cielo. Questa ascende  producendo aria, e in questo volo i gioielli si trasformano scintillando in fuoco e si fissano nel posto assegnato, tra le costellazioni, fermandosi sul suo ginocchio che trattiene il serpente.

Arianna: Con la luce della Corona celeste, puoi vedere il filo e raccoglierlo.

Teseo raccoglie il filo.

Teseo: Stringendo il filo raccolto, torno sui miei passi attraverso il Labirinto,  passo attraverso l’Ingresso della Labrys. Sono tornato a Crateria, al tempio e a te, Arianna, restituisco il tuo filo.

La musica si interrompe. Restituisce il filo.

Arianna: Teseo, poichè tu hai detto le seguenti parole: "Vieni qui, popolo tutto", dall’Attica a tutte le nazioni, chiamandole a te come Comunità di popoli, il tuo nome vivrà per sempre. Tu hai onorato Atena Pandemos, la Democrazia, e Athena Peithia, Colei che Persuade. Così la Dea decreta che la tua Attica sarà per sempre un Elyseum. Sarà il paradiso per tutti coloro che amano la Libertà e le Arti Pacifiche.

Sacerdote: amici, meditiamo sul Mistero del Labirinto.

Meditazione

Sacerdotessa: Possano tutti gli esseri essere condotti ad eterna Armonia e Saggezza.

Sacerdote: Ringraziamo Arianna e Dioniso, ed Atena.



Fonti:. "Vite Di Plutarco", edizione Dryden, introduzione di Arthur Hugh Clough, volumi 1, 2 e 3, serie Biblioteca Everyman's, JM Dent & Sons, Ltd., London, 1962, “una nuova traduzione della Metamorfosi di Ovidio in prosa inglese", tradotto da Giuseppe Davidson, London, 1748, ristampa 1754, pubblicato da J. Robinson, London, 1759." Pausania: Descrizione della Grecia ", tradotto da WHS Jones, William Heinemann, Londra e Harvard University Press, Cambridge, 1918, poi ristampato da Loeb Classical Library, 1969. "Lempriere "Dizionario Classico dei nomi propri ",  Dr. John Lempriere, Londra, 1797. " I miti greci ", Robert Graves, Penguin Books, in due volumi, Londra, 1955 .