"Grazie a Te nostra Sacra Madre Iside per il tuo Amore, Bellezza e Verità che ci circondano ora e sempre. "

lunedì 16 aprile 2012

Magia di Marte e Morrigan


Urania, Magia Cerimoniale della Dea
Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson
Parte III. Magia Planetaria
Magia di Marte e della Morrigan
Rituale no. 6
ORACOLO DELLA DEA MORRIGAN


Sacerdotessa: (Invocazione) Triplice Dea che sei Fanciulla e Regina e Maga, vestita di rosso Moglie del Dagda, ardente Dio di Marte. Profeta dalle trecce corvine con il fiume della vita e della morte che scorre ai tuoi piedi. Vieni a noi con il Tuo Potere.

Oracolo: Cercate i doni profetici e otterrete tutto il resto. Perché nel Mio futuro è sia il Mio presente che il Mio passato, perché il maggiore contiene il minore: e nella mia grande era di eoni risiedono la mia giovinezza e la mia regalità. Impugnare la Spada del Sovrano è bene, ma è la saggezza che dichiara come la Spada deve essere utilizzata. Ed è la compassione della Vergine che rinfodera la spada. La guaina del fodero contiene la spada, come il ventre della Madre contiene il guerriero Regale. Quindi, se volete essere grandi, guardate prima nel vostro futuro, perché lì sarete nella vostra pienezza e completamento sovrani di molti sé. E quindi anche la conoscenza del Destino insegna l'inevitabile sequenza di causa ed effetto, il risultato delle azioni buone e cattive: così imparerete a mantenere un atteggiamento virtuoso e onesto nella vita. La conoscenza del Mio segreto della morte improvvisa porta comprensione della vostra immortalità. Il Mio Piede Destro si trova sulla terraferma, giacchè io sto sopra il fiume che divide Vita e Morte, e il mio piede sinistro è radicato nella Terra dei Sidhe e il mondo degli spiriti: ma io sono sempre la stessa.

Se mi vedete nella Mia innocente giovinezza lavare i vestiti da ogni macchia e dolore, non abbiate paura, ma attraversate passando sulle pietre del Mio guado per l'altro mondo, dove io sono Regina. In quanto tale io sono sia moglie che madre, e desidero che la terra sia riempito dai miei figli.

Ma quando appaio a voi come l'Antica, la vostra iniziazione è vicina. Allora anche voi sentirete il Fuoco Interiore e diverrete profeti. E la gente fuggirà da voi come fugge da me, perché i figli degli uomini temono gli incantesimi più di quanto temano il dolore e la morte. Ma per voi, l'incantesimo tirerà fuori il vostro essere più grande che è immortale. Ricordate: il mio messaggero è il Corvo blu-nero.

L'altare è drappeggiato di rosso e drappo d'oro, e su di esso 3 candele rosse accese, incenso che brucia e una ciotola d'acqua. Davanti l'altare una spada inguainata posata su una pietra. Nel centro del Tempio c'è un fuoco di brace con 3 bastoni appoggiati insieme. Il Mago indossa una veste rossa con le insegne di Marte, un cerchio con una freccia che parte da esso, dipinto in oro. La Maga indossa una veste rossa blasonata con il segno Morrigan, un cuore con una freccia che vi entra, in oro. Entrambi indossano corone d'oro o di rame, con raggi. Il Mago tiene una bacchetta d'oro: la Maga una bacchetta d'argento. 4 Compagni ai 4 angoli. I praticanti indossano vesti colorate di fiamma di varie sfumature. Il Candidato indossa vesti bianche.

Mago: Compagni sulla ricerca del potere del pianeta Marte, invochiamo il possente Dio. (offre incenso all'altare) invoco il Dio Ares! (A Sud il Mago traccia il segno di Marte con la bacchetta) Ecco la Freccia d'Oro del Sole che vola dall'Anello del Potere.

1mo Compagno: (Sud) Ares, superiore in forza, che corri sul cocchio, con l'elmo dorato, prode di cuore, Salvatore delle città. Tu sei il Difensore dell'Olimpo. Padre della guerra e della Vittoria, alleato della Dea della Giustizia, Themis, leader degli uomini giusti, il re con lo scettro di virilità, tu fai girare la tua sfera infuocata tra i pianeti nelle loro sette orbite attraverso l'etere, in cui i tuoi destrieri ardenti sempre Ti portano sopra il terzo firmamento del cielo. Ascoltaci, Aiutante degli uomini, Datore di impavida giovinezza. Invia un raggio gentile dall'alto sulle nostre vite e dacci la forza per la vittoria affinché  possiamo essere in grado di scacciare l'amara viltà dalle nostre menti e schiacciare gli impulsi ingannevoli delle nostre anime. Frena anche il furore appassionato dei nostri cuori, che ci provoca a calcare le vie dell'orripilante guerra. Piuttosto, O Beato, dacci il coraggio di vivere nel rispetto delle leggi non violente della pace, evitando conflitti e odio ed i violenti demoni della morte.

Maga: (accende il fuoco) invoco la Dea Morrigan (a Nord la Maga traccia il segno Morrigan con la sua bacchetta) Ecco la Freccia d'argento della Luna entrare nel cuore cremisi!

Secondo Compagno: (Nord) Triplice Dea che sei Vergine pura, Regina Noble e Maga che sul Tuo Telaio intrecci il destino di tutte le creature, Dea Corvo vestita di rosso, portaci l'estasi della creazione. Tuo è il Potere, Tua è la Gloria, perché è dal tuo essere che riceviamo la Scintilla Ardente delle nostre anime. Vieni dentro di noi con la Tua Forza Vivificante.

Mago:  che il Candidato si faccia avanti.

Il Candidato avanza.

Mago: Sei disposto ad affrontare le prove del Dio Sole Lugh dei Tuatha de Danaan?

Candidato: Sono disposto.

Mago: Tre scelte devono essere fatte, e dalle tue risposte dipende il tuo destino.

Musica: Marte, Bax's  Tintagel. Tchaikovsky, sinfonia del  Manfred o  l'Isola dei Morti di Rachmaninov, sono adatti.

Maga: Ascolta la prima scelta. Quale scegli di servire: il Grande Ares, che è anche il Dio Dagda il Rosso, o la Dea Morrigan?

Candidato: Scelgo di servire la Morrigan. I guerrieri del passato hanno raccolto le glorie e le sofferenze di Ares. L'eroe Cuchulain ha vinto i suoi allori attraverso  Dagda re dei Tuatha de Danaan. Io mi rivolgo invece ai poteri occulti all'interno dell'anima. L'esteriore è la manifestazione dell'interiore: così ottengo Ares servendo la Dea.

Mago: Saggia è la tua scelta. Il Grande Ares conferirà forza a tutti coloro che seguono la Dea. E questo è necessario. Sappi che quando la Morrigan, la Melusina, sale dal nucleo infuocato della terra, arriva una colonna di fumo nero simile al tronco di un albero gigante. E questo albero cresce fino a raggiungere il cielo, e i suoi rami estesi spargono fiori infuocati di molti colori: e questi, a loro volta, lasciano cadere frutta d'oro e d'argento. Quando si affronta con coraggio e calma il sorgere di questo albero nero con i suoi fiori e frutti stellati, si ottiene il Nome di Figlio di Lugh.

Maga: Ti verrà offerto uno dei quattro tesori dei Tuatha de Danaan. Il Popolo degli Dei la cui madre è Dana è venuto su una nuvola dal Cielo da quattro città nel cielo di nome Falias, Gorias e Finias e Murias. Da Falias le Deità portarono la Lia Fail, la Pietra del Destino. La Spada di Luce portarono da Gorias, da Finias presero la Lancia, e da Murias portarono il Calderone dell'Abbondanza. Ora ascolta la tua seconda scelta. Quale accetti di questi tesori: La Lancia che porta sia Vittoria che Guarigione è data da Ares, il Dagda, marito della Morrigan. Quindi, solo i tre doni della Dea, ti sono ora offerti.

terzo Compagno: (Ovest) Il Calderone dell'Abbondanza è conferito da Morrigan la Fanciulla, chiamata Badb il Corvo. Badb appare agli eroi in tutta la sua bellezza giovanile, come Lavandaia al Guado. E il Guado attraversa quel fiume che è alla fine del mondo, in Occidente, oltre il quale si trova il Regno dei Sidhe, chiamato Tir na nog, Terra di eterna giovinezza. Questo paese è invisibile all'occhio mortale, e si trova sotto, e sopra il possente Oceano occidentale che, una volta sommerse Atlantide. Le sue campane possono essere ascoltate dalle profondità, e la voce di fanciulle che cantano invogliano i marinai a gettarsi dalle loro navi a cercare bellezza perduta. E le montagne viola raggiungono il cielo con arcobaleni radianti di luce che sono i percorsi verso le stelle. Quando nei vostri vagabondaggi, potete venire alla Badb che lava nel Guado polvere e sangue dalla vostra armatura terrena, sappiate che è giunto il vostro momento di attraversare il fiume della morte verso il regno dei Sidhe dall'altra parte. Ma non temere il suo Calderone dell'Abbondanza contiene il cibo e la bevanda dell'immortalità. La Vergine divina è sempre compassione: per chi è nel bisogno il Calderone non è mai vuoto.

4 Compagno: (West) La pietra del dominio è conferita da Morrigan la Grande Regina, la Macha. Nella sua unione col Dagda il Buono, lei ha un piede sulla sponda nord del fiume di vita e morte, e l'altro piede sulla riva Sud, e il viso rivolto al sole che sorge. Così è lei la Regina della Terra, e tutti coloro che siedono sul Seggio dell'Autorità della Macha sono i suoi figli e figlie, e derivano i loro troni da Lei.

2 Compagno: (Nord) Cosa ha da offrire la Dea Corvo Morrigan, Nemain la Strega? Gli eroi seguono graziose fanciulle e regine signorili, piuttosto che Lei che è stato chiamata Corvo Indiavolato:

"C'erano due sottili lance da battaglia
Su entrambi i lati della Strega:
Il suo volto era blu-nero, la lucentezza del carbone.
Sulla fronte aveva un occhio profondo come uno stagno 
Più veloce di una stella in un cielo d'inverno;
Sulla sua testa si intrecciavano gli sterpi 
Come gli artigli di vecchio legno della radice del pioppo ".

E' la Nemain Cailleach che dà infatti la spada di luce, immergendola nel cuore dell'eroe! Lei non predice forse la morte dei re, e così getta il più coraggioso nella disperazione? E' stata visto nella postura della Maga, in piedi su una gamba sola e con un occhio chiuso, pronunciare oracoli sulla caduta dei regni. "Ora i viaggiatori videro venire a loro una Donna con una grande bocca nera rapida, zoppa e strizzando l'occhio sinistro, indossava un logoro mantello blu nero. Scura come il dorso di un cervo volante era ogni sua articolazione, dalla parte superiore della testa a terra. I capelli grigi arruffati sulle spalle, lei iniziò a profetizzare il Destino ".

Musica.

Mago: Quale delle tre Morrigan segui? Quale tesoro scegli?

Candidato: Scelgo la Cailleach, Nemain la Morrigan. Perché si dice che quando la Dea Dana, gloriosa Madre degli Dei e le Dee dei Tuatha de Danaan li aveva difesi in una battaglia, il popolo vinto dei Fomor riconobbe Dana come nient'altro che la Morrigan. I vincitori hanno il loro trionfo. La comprensione arriva agli sconfitti. E nella scelta della Cailleach ho anche ottenuto la Fanciulla e la Regina, perchè la Vecchia contiene i suoi due ultimi sé: scelgo la spada perché io impari ad utilizzare la sua potenza nascosta con saggezza e compassione.

Maga: Hai scelto bene. Ma la terza scelta deve essere fatta prima che tu possa ottenere la spada.

Musica.

Mago: Quale scegli, la spada o il fodero riccamente incastonato di variopinti gioielli?

Candidato: scelgo il fodero. Poichè il maggiore contiene il minore. Il potere che luccica dal bordo tagliente della spada è in realtà tratto dalle gemme magiche sul fodero: ed esse a loro volta traggono il loro splendore dalla cavità scura del fodero, che può essere paragonato al grembo della Morrigan.

Maga: Tu hai scelto con vera visione, e d'ora in poi sarai conosciuto come Figlio di Lugh dal lungo braccio bianco. (da la spada al Candidato.) Perché così il Dio del Sole Lugh dei Tuatha de Danaan ha ottenuto la Sua Spada di Luce.

Candidato: Nobili Maga e Mago, so che tutto il bene viene dal Tre, affinchè l'Uno non possa essere tiranno. Consacrate quindi questa spada e questo fodero tre volte, per il corpo l'anima e lo spirito.

Mago: Non solo l'Uno e i Tre, anche i Quattro sono necessari perché i Sette Poteri Mistici possano tessere la magia della creazione.

Musica. Intrecciando la danza aumentare la velocità, 3 volte, 2 passi avanti, uno indietro.

Il Mago impugna il fodero e lo gira per tre volte nelle sue mani.

Mago: Nel Nome della Dea Morrigan, consacro questo Fodero con il quintuplice incantesimo dei Sidhe del Fuoco e della Terra. Possa ogni gemma emanare il suo vero potere in armonia con il Sette.

La Maga sguaina la spada e tuffa la punta in acqua. La brandisce in aria tre volte.

Maga: Nel nome della Dea Morrigan, io consacro questa Spada di Fuoco, con il duplice incantesimo dei Sidhe dell'Acqua e dell'Aria. Possa ognuno emettere il suo vero potere in armonia con il Sette. Lo stesso vale per i due serpenti di Sole e Luna attorcigliati su Spada e Fodero in Luce Sempiterna.

La Maga consegna la spada al Candidato, che la solleva in alto.
Candidato: Nel nome della Dea Morrigan possano tutti gli esseri ricevere Potere e Pace.

Il Candidato fa roteare la spada nel cerchio finché raggi colorati si vedono raggiungere le aure di ogni praticante. Si pronunciano i nomi di coloro che necessitano di forza e vitalità e gli si inviano i raggi. Il Candidato rimette la spada nel fodero e la posa sulla pietra.

Mago: che questa spada inguainata sia il nostro pegno di amicizia con tutti.

Tutti sfilano davanti la spada inguainata e mettono entrambe le mani su di essa.
Tutti: Che potere e pace siano ottenuti.

Maga: Compagni, meditiamo su Ares e la Morrigan e sul loro Potere e Pace.

Meditazione

Poi si condividono le esperienze 

Mago: Rendiamo grazie al Dio Ares e alla Dea Morrigan per la gloria e l'amicizia del pianeta Marte.


Fonti: "Esiodo e gli Inni omerici e Homerica", trad. Evelyn-White, Heinemann Ltd., London, Biblioteca Classica Loeb. "Pagan Celtic Britain: Studies in Iconography and Tradition", Anne Ross, Routledge e Kegan Paul, London. "Miti e leggende della razza celtica", TW Rolleston, George G. Harrap & Co., Ltd., London, 1912.




venerdì 6 aprile 2012

Viaggio alla Sfera della Luna


In onore della Luna Piena per il 6 Aprile 2012 offriamo un viaggio guidato alla Sfera della Luna Piena creato dal FOI Co-Fondatore Olivia Robertson:

Viaggiamo alla Sfera della luna piena. Vedete con gli occhi della mente il mito di Endimione e Selene. Un poeta, stanco di una vita noiosa, cerca la solitudine in un boschetto di cipressi. Mentre la notte arriva si sdraia e si addormenta. Lentamente il cielo buio comincia a brillare di una luce pallida. Dall'alto una dea di magica bellezza appare sopra gli alberi, e vede il giovane addormentato. I suoi capelli neri si diffondono su di Lei, scintillanti di stelle, e il suo viso e il corpo nudo sono fatti di luce bianca cristallizzata. Lei si innamora della bellezza dell'anima del poeta. Lo tocca con le dita lunghe e bianche. Lui apre gli occhi, La vede e ammira la Sua bellezza trascendente. Lei lo attira verso l'alto nel cielo notturno. I due sono Uno, circondati da una bianca aura radiante. Sulla terra giace il cadavere del giovane, il viso rivolto verso l'alto, gli occhi ciechi fissi sulla luna piena.

Facciamo il nostro viaggio alla Sfera della luna piena sulla nostra bella nave Luna. Navighiamo attraverso chiaro di luna verso il regno spirituale di Selene. La luna nella sua bellezza ispira i sogni romantici di poeti e amanti, in modo che la donna più umile diventa una Dea dalla bellezza eterna: un uomo gobbo si trasforma in un Dio attraverso gli occhi dell'amore. E questa non è un'illusione, ma la messa al bando di una falsa immagine transitoria. Perchè la bruttezza, la stupidità e la crudeltà non sono che le distorsioni nel nostro mondo che è ombra della perfezione del nostro vero essere. Coloro che disprezzano gli altri sono delusi dal gioco transitorio: saggi sono coloro che adorano l'ideale nei loro amanti.

Tesoro in ogni cuore è l'immagine segreta dell'Amata/o immortale! Ecco, la porta del nascondiglio dell'amore è davanti a noi, coperta da un velo bianco. Sorgiamo nei nostri corpi psichici e scivoliamo verso la porta. Alziamo il velo e vediamo davanti a noi un paesaggio fatato. Cervi e lepri giocano senza paura con begli uomini e belle donne. La musica si diffonde a noi da piccoli campanelli d'argento appesi ai rami degli alberi in fiore. Passiamo attraverso la porta alla ricerca del desiderio del nostro cuore. 

***

Torniamo dalla nostra ricerca attraverso la porta di velo bianco, tenendo nei nostri cuori ciò che abbiamo ricevuto. Possano radiazioni psichiche essere inviate a tutti coloro che desiderano ardentemente il mistero, l'amore e una piacevole immaginazione.

giovedì 5 aprile 2012

Inverno. Rito delle Stelle


Dea, Riti e Misteri della Dea   

Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson

Inverno. Rito delle Stelle.

Rito nr. 7

Invocazione : Io invoco la Madre delle Stelle, Rea della Grotta Dittea, che ha dato alla luce gli Dei della nostra Galassia

Oracolo della Dea Rhea 
Se mi volete trovare, guardate dentro voi stessi. Nel vostro intimo risiede lo spazio e il tempo a ci sono tutte le Stelle del Cielo. Non ci sono stelle nel mio essere se non echi di sogni e speranze delle creature che fanno parte di me. Non esiste distanza in me, alcuna separazione:non sono forse il vuoto dello Spazio?Tutto si muove in perfetta armonia nella mia oscurità: e  la mia manifestazione è la Luce.
Non abbiate paura. La mia vita è eterna  e contiene tutto quello che è stato che è che sarà. Figli miei, quando vuoi pensate, riflettete i miei pensieri, quando provate emozioni ascoltate i battiti del mio cuore. Mio è il soffio della Vita e tramite esso voi vivete. Tuttavia ciascuno di voi è unico: se così non fosse, non esistereste. Nessuno fiore è uguale a un altro. Ma in me vi è la perfetta origine. Realizzate la mia grazia nei vostri pensieri e nelle vostre azioni, individualmente. Sorridete!Sono troppo grande per la solennità:troppo grande per essere analizzata,ma nessuno dei miei figli può essere sminuito. Nella mia risata risuona la felice armonia delle costellazioni.

Mettete sull’altare otto candele più una per ognuno dei partecipanti del rito. I devoti dovrebbero condividere le invocazioni nel rituale e offrire dell’ incenso e invocare la divinità stellare scelta per l’ispirazione. Bruciate l’incenso e una coppa con l’acqua dovrebbe essere posta sull’altare.

Devoto: Salute alla Divina Signore del Fiume Celeste. Tu che sei riverita come Rhea dai Greci, Iuno dai Romani e Nut dagli Egizi.  Invoco te il cui corpo stellato forma il ponte- arcobaleno, la via Lattea. Tutte le creature ti adorano, Tu l’essere che si è auto creato, che hai dato alla luce la Natura, che hai generato sia la Luce che l’Oscurità, e l’intera processione dei pianeti, che ruota con eterna armonia 
Il devoto accende la prima candela alla Dea della via Lattea, domicilio della nostra Terra, e offre incenso.

Devoto: Io invoco Callisto, la ninfa dell’Orsa Maggiore, e i suoi figli felici gli Arcadi
“Giove li ha dispersi attraverso i vortici dell’aria
E collocati li nel cielo, dove le nuove costellazioni sorgono
E aggiungono lustro ai cieli del Nord.”
Il devoto accende la seconda candela in onore di Callisto e offre incenso.

Devoto: Io invoco la Regina Cassiopea, Colei che possiede il trono e la chiave.  Nel Nord vi è un luogo dove Cassiopea siede assieme alle luci inferiori per la salvezza di sua figlia, e ancora tiene la chiave della Laconia. Proprio come una porta socchiusa, aperta con una chiave  e la cui serratura è oramai aperta, questo è il suo gesto enigmatico.
Il devoto accende la terza candela in onore di Cassiopea e offre incenso.

Devoto: Io Invoco Arianna della Corona Boreale. Il suo segno è ancora visibile nel Cielo e in mezzo ai simboli scintillanti delle costellazioni la corona di Stelle di Arianna splende.
Il Devoti accende una candela per Arianna e offre incenso.

Devoto: Io Invoco le Sette Sorelle, le Pleiadi, Colombe del Paradiso. E’ l’ora in cui le Pleiadi appiano nel firmamento come gemme su un telaio di seta. A terra è coperta come di un chiarore (come di smalto) e la fila delle Pleiadi sembra appesa a un ramo nel cielo. Salute a Alcione,Maia, Elettra,Taygeta, Celeno, Asterope, Salute alla Sorella nascosta del Mistero, Merope.
Il devoti accende la candela in onore delle Pleiadi e offre incenso.

Devoto: Io invoco Astrea, Dea della Bilancia. Astrea è ascesa a soppesare il tempo (i minuti), posizionata nello zodiaco.L’ultimo degli Immortali a lasciare la terra, la Giustizia, è ora collocata nel cielo, scegliendo questo luogo da cui tuttavia la sera si mostra agli uomini. Alla conclusione delle età Astrea tornerà a noi!
Il Devoti accende una candela a Astrea e offre incenso.

Devoto: Io invoco Sothis, la Dea della Stella Sirio, e sempre quando la Stella di Knephhas porta l’estate e il Nilo s’innalza  veloce e pieno attraverso la terra assetata, benediteci. Poiché in realtà siete due Stelle Gemelle.
Quando l’audace Zulamith e la fiera Salami costruirono la via Lattea, sono rimasti separati per mille anni e hanno lavorato duramente. Una volta finita la strada si sono potuti riunire l’uno nella braccia dell’altra  e mescolarsi fino a diventare una cosa sola! Cosi sono diventati la stella più brillante nell'alto arco dei cieli che è abitato dalla Grande Sirio, il potente sole posto sotto la cintura di Orione.
Il devoto accende una candela e offre incenso a Sothis

Devoto: Tutti gli onori alla Kore, la Principessa Andromeda, Fanciulla della nostra Galassia Sorella;
“Nello stellato piano del Cielo 
Al confine dell’aria è assisa la Fanciulla
E li è che cullava il fuoco
in una culla d’oro lo dondolava
Con catene d’argento lei la muoveva.
E La Fanciulla Trasognata l’ha fatto cadere
Ha fatto cadere il fuoco la Ragazza Trasognata.
Allora in una parte del cielo si è aperto uno squarcio
E l’aria è stata piena di varchi di luce aperti dalla scintilla infuocata.
Come da una ferita,  una goccia rosso sangue è colata velocemente da uno squarcio al centro del cielo. 
Le nove Sfere celesti la goccia ha attraversato
Attraverso le sei spirali lucenti del Cielo.”
Il devoto accende otto candele e offre incenso ad Andromeda.

Meditazione sulla divinità stellare scelta per l’ispirazione. Una volta ricevuta l'ispirazione, dedicarsi all’aiuto dell’evoluzione cosmica in silenzio

Devoto:  Siano ringraziate le Divinità delle Stelle per l’ispirazione

Il devoto beve l’acqua che continuerà a portare l’ispirazione nella sua vita quotidiana. Le candele vengono spente appena si torna completamente alla consapevolezza terrena


traduzione di Gianluigi Plutarchos


Fonti: "Star Names, Their Lore and Meaning", Richard Hinckley Allen, first published G. S. Stechert, 1899, Dover Publications reprint, 1963. “Baccanals of Euripides Rendered into English in the Original Metres", translated by Margaret Kinmont Tennant, Methuen & Co. Ltd., London, 1926. “A New Translation of Ovid’s Metamorphoses into English Prose”, translated by Joseph Davidson, London, 1748, re-printed 1754, published by J. Robinson, London, 1759. Zakris (Zacharias) Topelius (a famous Finnish author of the nineteenth century). His writing covered a range of topics, often incorporating allegories of an esoteric nature into his work, employing themes of ancient mysteries, alchemy and Rosicrucianism. Other selections from his literary output examined effects of industrialisation on Finnish society, the folklore of his native region, even stories of Christmas elves. His children's stories were especially loved, and translated into English editions. One example of the latter is “Where Stories Grow: A Topelius Collection from Finland”, translated and adapted by Margaret Sperry, Russak & Co., New York, 1977 still readily available used. “The Phenomena”, Aratus a third century poet, wrote an astronomically based poem paraphrasing the “Phenomena“ of Eudoxus. Apollonius Rhodius, “The Argonautica” (The Quest of Jason for the Golden Fleece), translation by Edward P. Coleridge, preface by Moses Hadas, illustrations by A. Tassos, Limited Editions Club, Athens, 1957. “Hesiod, Homeric Hymns and Fragments of the Epic Cycle, Homerica”, Hugh G. Evelyn-White translator, Loeb Classical Library no. 57, Harvard University Press, Cambridge, and William Heinemann, London, 1959. “Nonni paraphrasis Evangelii Ioannis, Graece”, (Greek Paraphrase of the Gospel of St. John by Nonnus) Nonnus of Panoplis, Estienne, Renouard (second edition), 1578. “A Selection from the Poetry of Elizabeth Barrett Browning", in two volumes, Smith, Elder & Co., London, 1884. "Tales from the Gulistan, or Rose Garden of the Sheik Sadi of Shiraz“, Amru al Kais author, translated by Sir Richard F. Burton, Phillip Alan & Co., London, 1928. From "Kalevala, The Land of Heroes" - "Rune XLVII", trans. W. F. Kirby, J. M. Dent & Co., Everyman’s Library, in two volumes, 1961-1962, London.


domenica 25 marzo 2012

Porta Mystica. L'Anima entra in Nuove Sfere


Pantea, Iniziazioni e Feste della Dea

Liturgia della Fellowship of Isis 
di Olivia Robertson

Parte I. La Spirale Tiamat. Quattro iniziazioni di base

Porta Mystica. L'Anima entra in Nuove Sfere

Rituale no. 3

ORACOLO DELLA DEA DANA


Sacerdotessa: (Invocazione) Bella Dana, facci intravedere le meraviglie al di là del conosciuto! Anche se appagati dalla nostra esistenza sulla terra, a volte scende su di noi il desiderio di una luce attraverso un varco misterioso.

Oracolo: Io sono la voce che vi chiama da lontano, sono il merlo che canta al mattino, e vi attira indietro dal vagare lungo il sentiero battuto, sono il raggio di sole che macchietta il boschetto collinare, e getta ombre irregolari sui fiori selvatici della brughiera. E' l'incenso delle Mie vesti che porta con sé il profumo di giacinti e campanule e gigli selvatici. Quando mi cercate senza che vi abbia chiamati, non mi troverete. Eppure posso manifestarMi all'improvviso, in un momento di distrazione, quando mettete un piede in un torrente che scorre veloce, o salite a raccogliere mele rosse. Il mio respiro è nella brezza che muove delicatamente i vostri capelli leggeri, e io sono il cigno selvatico che con il suo compagno vola alto sopra le cime degli alberi al di là del fiume.

Eppure io sono anche il buio che avvolge le forme familiari, e rende sinistre le cose comuni del giorno. Sono percepita attraverso la porta socchiusa, e nello scricchiolio di una porta che conduce in regioni selvagge: e sono sentita nel grido della civetta. Io nobilito con i Miei raggi lunari la città minacciosa: ma sono anche l'ombra della terra che cade su di essa nella Sua oscurità.

Perché è nel Mio mistero che giace il Mio incanto. Vivere perennemente alla luce del giorno, inscatolati in una stanza, una casa, un giardino addomesticato e in città è perdere il vostro diritto di nascita di avventurarvi sempre più nella conoscenza nell'amore e nella gloria! E che può venire a voi solo quando recuperate lo spirito avventuroso del bambino indagatore, la curiosità del gatto, il coraggio della bestia selvaggia. Io non sono Ispiratrice delle anime codarde! La mia saggezza e gioia sono ottenute attraverso una generosa accettazione di nuova comprensione. Venite con me e vi mostrerò l'abisso, e farete amicizia con gli abitanti delle colline cave che sono anche Miei cari figli! Io danzerò con voi nella Variopinta Terra della Giovinezza, e studierò con voi nelle Aule Solari di Apprendimento.

Ma quando alzate gli occhi alla stella, io vi porterò in alto con Me ai reami celesti, e con le ali spiegate sarete trasformati in cigni splendenti! Eppure, dentro di voi sarà sempre il vostro passato, e da quello otterrete il sostentamento per la vostra crescita futura in Immortalità cosciente.

Su un altare coperto di bianco ci sono 6 candele bianche, fiori, incenso che brucia, una ciotola e una coppa d'acqua e 3 pietre grezze disposte come un dolmen. davanti una parete sul lato dell'altare c'è una candela non accesa su un banco. Questa si riflette nello specchio sulla parete di fronte, coperto con 2 tende che rappresenta la porta mistica. Il Candidato è in bianco col viso velato e indossa l'ankh su cordoncino rosso. Le Sacerdotesse portano corone d'argento, i Sacerdoti, copricapi d'argento; Sacerdoti , Sacerdotesse e compagni vestono di bianco, compagni con i cappucci alzati. Il Guardiano della Soglia, Cu Chulain, degli Hounds of Ulster, indossa il mantello marrone e impugna il bastone di Anubis.

1^ Sacerdote: Chi vuole usare la chiave delle sfere, per sbloccare le porte del Tempo e dello Spazio?

Guardiano: Il pellegrino è il nostro buon membro (nome) che ha dimostrato il suo valore per aver affidato l'uso della chiave di Iside.

1^ Sacerdote: (al Candidato) Hai il coraggio di affrontare l'ignoto, hai l'amore per non rifiutare alcuno come se ti fosse estraneo: per affrontare con sincerità nuove conoscenze senza pregiudizio?

Candidato: con la Grazia della Dea, per me è così.

LA CHIAVE DI ISIDE

1^ Sacerdote: Compagni, siamo tutti viandanti che si muovono attraverso molte sfere di esistenza durante la notte, mentre dormiamo: e subito dimentichiamo i viaggi della nostra anima quando ci svegliamo, salvo che per alcuni sogni confusi.

Ma noi nel nostro Iseum di Aset Shemsu siamo, attraverso la guida divina, dotati della conoscenza di come fare durante il giorno le esperienze della nostra notte, in piena coscienza. Siamo disposti a condividere questa conoscenza con questo Compagno affidabile.

1^ Sacerdotessa: (al Candidato) Ti abbiamo dato la tua Ankh di Iside alla tua iniziazione nel nostro Iseum. Ha molti usi. Ora ti mostreremo il suo utilizzo come occhio in altre sfere dell'essere. Ora farai i tuoi primi passi. In seguito ti guideremo più profondamente.

INVOCAZIONE DELLE DIVINITA'

1^ Sacerdotessa e 1^ Sacerdote Invocano la Dea, o Dea e Dio dell'Iseum, e Iside.

2^ Sacerdote: La prima sfera sbloccata attraverso la Ankh è la matrice del nostro mondo fisico, il Piano eterico. Tutto il mondo che ci circonda non è altro che una replica transitoria di questa sfera che a volte è goduto dai bambini e da quelli che hanno il dono psichico di vedere l'aura. La Dea Etain e il Dio Midir presiedono il Tempio eterico sulla Soglia. (Offre fiori), Io offro questi fiori variopinti ad Etain e Midir, che con il loro amore reciproco costruirono un ponte arcobaleno tra la terra e Tir-na-nog, Terra della Giovinezza Immortale.

2^ Sacerdotessa: Ascolta la richiesta di Midir ad Etain di tornare a Tir-na-nog quando lei si era perduta sulla terra. "Gentile Etain, non vuoi tornare con me nella nostra meravigliosa terra dove c'è la musica? In Tir-na-nog non c'è né "mio" né "tuo". Là i denti sono bianchi, e le sopracciglia nere! Il numero dei nostri ospiti fatati è una gioia per gli occhi. Ogni collo è come il giacinto e le uova dei merli sono deliziose. Sebbene la piana di Eire sia bella da vedere, appare desolata, una volta che si conosce la Grande Pianura. Tir-na-nog è una terra meravigliosa; lì la vecchiaia non segue i giovani; siamo un popolo ineguagliabile, senza macchia, che conosce il concepimento, senza vergogna, senza lussuria. Vediamo i mortali su tutti i lati sebbene nessuno di loro ci possa vedere! è la malvagità degli uomini che ci nasconde alla moltitudine sulla terra. Etain, se vuoi lasciare la terra e tornare di nuovo dalla nostra gente potente, sarai ancora una volta adornata dalla Corona della Gloria ".

2^ Sacerdotessa: Che tutti noi possiamo seguire il richiamo dell'amore e della bellezza.

1^ Compagno: Quando l'anima pellegrina è passata attraverso il Tempio sulla Soglia, si trova di fronte al tunnel buio che porta verso il basso verso le regioni Inferiori. La Grande Dea Morrigan e il Dio Balor dall'Occhio di Furia presiedono la Grotta sotterranea. Qui si trovano nascosti tutti gli istinti primordiali e le passioni, l'uomo e la bestia. (Pone le mani sulle 3 pietre), io offro queste pietre, la Porta Sacra del Dolmen, alla Morrigan e a Balor. Possano i vili metalli essere trasmutati in oro spirituale.

2^ Compagno: quando l'anima ha imparato a controllare i suoi istinti e passioni, è pronta ad entrare nella sfera della Luna, in cui sono tutti i sogni e visioni. Il Tempio della Luna è presieduto dalla Dea Mari delle Nebbie e dall'Atlantideo Dio Manannan. (Spruzza acqua dalla ciotola) offro questa libagione a Mari e Mannanan. Possa il ricordo delle vite passate essere concesso al ricercatore, che l'esperienza possa portare saggezza.

3^ Companion: Il pellegrino è ora pronto a passare dalla ricettività dell'acqua alla vitalità del Sole! Il Tempio del Sole è governato dalla Dea Grainne e dal Dio Lugh della ruota di fuoco. (accende la candela) offro questa fiamma di candela a Grainne e Lugh per conto del Candidato. Possa egli essere rafforzato per la realizzazione del lavoro della sua vita per il Piano Divino.

4^ Companion: la sfera delle stelle ci dota della Gnosi, quella intuizione che eccelle il pensiero. Nelle stelle è il nostro destino futuro. Il Tempio delle Stelle è presieduto dalla dea Dana Dea e dal Dio Lir dello Spazio stellare. (Incenso offre) offro incenso a Dana e di Lir. Possa il Candidato ottenere la Luce Spirituale.

IL VIAGGIO DELL'ANIMA

Il Guardiano assiste il Candidato a stendersi davanti l'altare, candela accesa all'altezza del capo, di fronte al suo riflesso nello specchio, con le tendine sollevate da parte del 1^ Compagno. Tutte le luci spente tranne questa candela. Tutti siedono in semicerchio intorno al Candidato. La 1^ Sacerdotessa è di fronte all'altare. Musica soft. Opere di Cyril Scott, Arnold Bax, Scriabin sono adatte.

1^ Sacerdotessa: (al Candidato) amico mio, sei circondato da tuoi compagni fedeli che ti accompagneranno nel viaggio verso il Dolmen. (Pone ankh tra le mani giunte del Candidato.) Tu Tieni la Ankh di Iside, una chiave utilizzata per oltre 6000 anni per il pellegrinaggio nel tempo e nello spazio, attraverso molti regni dell'essere. Tu chiudi gli occhi. Visualizzala ora brillare davanti a te. Scruta a lungo nel suo occhiello *** tu vedi la luce!

1^ Sacerdotessa: Ora hai la visione di una stanza. Ti senti senza peso. Tu galleggi. Ti accorgi di poter fluire attraverso il cerchio dell'Ankh dall'altra parte, in una stanza illuminata. Assomiglia al santuario terreno, ma è iridescente con molti colori. Questi provengono dalla lampada sempre ardente di Brighid. I colori cambiano la tua veste bianca. Ti siedi e accetti il rosa dell'amore, il blu di una mente chiara, il verde della felicità, il viola della spiritualità. Silenzio per circa 5 minuti.

LA GROTTA DEL MONDO SOTTERRANEO

1^ Sacerdotessa: Pieno di forza e gioia per il tuo viaggio, ti accorgi che c'è un giardino del tempio davanti a te. Ti alzi ed entri. È bello, pieno di fiori colorati profumati. Uccelli cantano sugli alberi da frutto. Puoi sentire il suono di un ruscello. Lo trovi e segui le sue spire fino a giungere alla sorgente. Nasce dalla base della roccia sulla sinistra. C'è un'apertura nella roccia, nascosta a metà dai rovi. Ti spingi attraverso la boscaglia e ti trovi di fronte a due Pietre Ogham sbozzate davanti un dolmen. Attraverso di esso scorgi un lungo tunnel buio in discesa. Hai voglia di esplorare, ricordando i sogni della tua infanzia di un tesoro nascosto nelle caverne! Cammini verso il basso per molto tempo ... alla fine del tunnel c'è un barlume di luce. Esci in una grotta imponente che splende di stalattiti e stalagmiti.

La luce variopinta proviene da molte pietre preziose grezze, diamanti, rubini, zaffiri, smeraldi, che giacciono a mucchi ai piedi di dalla forma singolare, ovunque per terra come animali primordiali e lucertole. Ti senti assonnato e ti siedi per terra, e fai scorrere tra le dita polvere d'oro e gioielli. Fantastichi di essere così ricco che puoi avere tutto quello che desideri per te stesso e la tua famiglia e le altre persone. *** Breve silenzio.

IL TEMPIO DELLA LUNA

1^ Sacerdotessa: Ma la soddisfazione non è completa. Senti il desiderio di lasciare la grotta e di cercare l'ignoto. Ritorni verso l'alto attraverso il lungo tunnel in salita. Passi attraverso il portale e giungi ancora una volta nel fiorito giardino pieno di uccelli. Noti che al di là del torrente c'è un boschetto di cipressi nel cielo che si oscura ad occidente. Ti tuffi nel torrente, pulendo via le chiazze di terra degli inferi. Ti lavi il viso. Alla luce della luna piena si intravedono due pilastri bianchi tra gli alberi. Ti addentri fra i cipressi fino a superare i pilastri e trovare un Tempio di marmo bianco. Ha un portale a colonne, intrecciate di edera, e tu entri. Nel centro di questo tempio c'è uno specchio rotondo d'argento con la cornice di ebano. E' macchiato dal tempo, e somiglia alla luna piena. Resti seduto dinanzi ad esso e guardi le immagini strane che lo attraversano, di altre terre, altri popoli. Eppure tutti sembrano vagamente familiari. Guardi dentro e ti accorgi di poter passare attraverso la superficie d'argento nella scena raffigurata. *** Breve silenzio.

IL TEMPIO DEL SOLE

1^ Sacerdotessa: Adesso vuoi tornare attraverso lo specchio al Tempio della Luna, portando con te i ricordi di una vita passata. Vuoi ora fare di più della tua vita presente, così ritorni al boschetto di cipressi. Al di là del boschetto si trova una sfinge in arenaria rivolta al sole che sorge. Tra le sue possenti zampe c'è un Tempio. L'ingresso è incorniciato da Piloni intagliati con geroglifici colorati. Sul suo architrave è segnato il labirinto di Newgrange di Eire. Entri nel Tempio e ti siedi sul pavimento di alabastro, di fronte al sole. Sei attirato nei suoi raggi. *** Breve silenzio.

IL TEMPIO DELLE STELLE

1^ Sacerdotessa: Vivo con rinnovata energia e ispirazione per vivere una vita attiva, sai ora come compiere la tua parte nel piano divino sulla terra! Eppure hai ancora un desiderio di qualcosa al di là. Ti ritrovi a guardare in alto una innevata catena montuosa. Vuoi raggiungere le vette. Ti accorgi di poter salire in aria e voli verso l'alto per molto tempo fino a raggiungere le montagne. Scopri che c'è catena dietro catena, e una più alta di tutte le altre è coronata da un magnifico Tempio. La sua cupola splendente riflette il cielo stellato. Raggiungi questo Tempio passando in mezzo a due alti piloni. Entri attraverso un imponente ingresso ad arco, sormontato dalla statua di un'aquila con le ali spiegate. All'interno del Tempio stai seduto e guardi verso l'alto le stelle che brillano attraverso la cupola di cristallo. In una stella è racchiusa la tua speranza del futuro, e tu ricevi il messaggio. *** Breve silenzio.

IL VIAGGIO DI RITORNO

1^ Sacerdotessa: E' giunto il momento di ritornare attraverso ogni sfera, portando con te quei ricordi che ti aiuteranno. Ritorna attraverso la Sfera delle Stelle *** del Sole *** della Luna *** del mondo Sotterraneo *** attraverso il giardino del Tempio della Soglia. Là noi tutti ci riuniamo a te **** e riceviamo i raggi benefici dalla lampada sempre ardente di Brighid. Inviamo raggi di armonia universale a tutti gli esseri e le esistenze. Rendiamo grazie alla dea Brighid. (al Candidato) Ritorna ora con noi al tuo corpo terreno. Guarda come si trova con le braccia conserte tenendo l'Ankh davanti all'altare maggiore. Guarda la candela accesa e il suo riflesso nello specchio! Ora lentamente torna al tuo corpo ... Senti la mia voce più distintamente. Respira lentamente e profondamente... ora apri gli occhi. Muovi le mani.

La Sacerdotessa tiene le mani del Candidato fino a quando è perfettamente cosciente e gli dà da bere dell'acqua. Il 1^ Compagno ricopre lo specchio con la tendine e il 2^ Companion accende le altre candele. Il Candidato fa un resoconto del viaggio dell'anima. I report sono condivisi.

1^ Sacerdote: Rendiamo grazie alla Dea (o Dea e Dio) di questo Iseum. Ringraziamo Iside per la sua chiave. Rendiamo grazie a Etain e Midir, alla Morrigan e Balor, a Mari e Manannan, a Grainne e Lugh, a Dana e Lir, per l'iniziazione di questo pellegrino nelle loro sfere. Possa egli essere così ispirato tutta la vita. Possiamo uscire con la benedizione divina.



Fonti: "Storia generale d'Irlanda", Jeffrey Keating, 1596, tradotto e curato da O'Connor, Duffy, Londra, 1859. "Una Miscellanea celtica", tradotto da Kenneth Hurlstone Jackson, Routledge & Kegan Paul Ltd., Londra, 1967. "la Chiamata di Iside", Olivia Robertson, Cesara Pubblicazioni, Castello di Clonegal, 1975.

mercoledì 21 marzo 2012

Athenee


Pantea, Iniziazioni e Feste della Dea

Liturgia della Fellowship of Isis di Olivia Robertson

Parte II. La Stella di Ishtar. Otto Feste Stagionali

Le Atenee
Equinozio di primavera. 21 - 24 marzo

Rituale no. 6


ORACOLO DELLA DEA PALLADE ATHENA


Sacerdotessa: (Invocazione) Pallade Athena, dea della sapienza, vieni da me ora affinché io possa essere ispirata dal tuo Spirito Divino! Dotaci della Tua saggezza e della Tua Potenza  così le Tue antiche glorie possano ancora una volta risplendere di fronte al mondo!

Oracolo: E 'stato scritto che l'Età del Ferro dovrebbe diffondersi sovra la terra portando con sé sofferenza, fatica e malvagità, a causa dell'abbandono delle divinità. La sua oscurità non è la sacra notte della Civetta della Sapienza, ma la limitazione data dall'ignoranza. La sua luce è splendore transitorio, che proviene dalla conoscenza superficiale acquisita attraverso indagini dettate dalla curiosità, piuttosto che dall'illuminazione spirituale che promana dalle Divinità. Non era necessario per il mondo degli uomini scegliere l'Età del Ferro, ma Destino vuole che venga offerta la scelta. Infatti, che c'è di buono nell'adorare gli dei e le dee, quando si rivelano facilmente a tutti? È semplice soddisfare la curiosità, ma ci vuole il lavoro di anni di esperienza per ottenere la saggezza! Il sentimentalismo è piacevole, ma transitorio: il calore dell'amore si rinnova sempre.

Comprendete il significato di quello che sono, e otterrete la comprensione delle vostre vite e del proprio destino. Io non sono divisa contro Me stessa. La Brillante Pallade con la sua Lancia di Luce, non combatte con il l'Oscura Civetta della Notte. Né le terribili fiamme del Sole Interiore che sono velate sul Mio scudo attaccano Athena, Maestra della filosofia e delle arti. Io sono Sacra. Siate sacri. Siate in pace con voi stessi e cessate la disputa filosofica! In verità le catastrofi dell'età del Ferro sono dovute alla profonda divisione tra i mortali e le Divinità: tra uomo e natura: e tra le diverse idee che non sono altro che tremolanti riflessi della verità assoluta.

Il velo sul Mio Scudo sta iniziando ad assottigliarsi, e la gloria dei Raggi di Medusa si manifesta allo sguardo terrestre! La potenza interna dell'atomo è stata rivelata con violenza, e riduce il corpo fisico all'ombra che in verità è. La mia Lancia di Luce Divina porta Ispirazione alla mente, mentre la Mia civetta trasporta messaggi di avvertimento da parte degli oscuri Governatori dell'universo, che sarà conosciuto per essere quello che è: integro e perfetto Sulla vostra travagliata terra i mortali si sforzano e imparano attraverso dure esperienze a raggiungere l'immortalità: che in verità è latente in ogni creatura. Un uccello conosce dei Campi Elisi più di quanto ne sappia l'umanità! Non respingete ogni aspetto dell'universo, ma riconoscetelo come parte di un pleroma glorioso in cui anche la sofferenza e il male sono trasformati in bene attraverso la saggezza. Ascoltate la mia voce. Io parlo nel silenzio.

(All'ingresso) Sacerdote: amici, siamo qui riuniti per celebrare l'antica Festa Ateniese delle Panatenee. Il cantore Orfeo ha istituito le Atenee in onore di Pallade Athena, dea della Potenza, della Saggezza e delle Arti. In questo momento dell'equinozio di primavera di giorni e notti di pari durata, quando il sole lascia il segno dei Pesci per l'Ariete, Ateniesi e stranieri formavano un corteo gioioso. Salivano la collina dell'Acropoli e portavano al Partenone il Peplo di Atena.

La Sacerdotessa visualizza un abito bianco senza maniche ricamato in oro.

Sacerdotessa: Ecco il peplo di Atena! Seguiamo l'antica usanza e portiamolo al tempio della Dea. Che opere d'arte e d'artigianato siano portate al Suo altare dai celebranti.

Processione attraverso il giardino e le stanze della casa verso il tempio. Musica, flauti, strumenti a corde e tamburi di piccole dimensioni.

Canto: Cantiamo di Pallade Athena, la dea gloriosa, dagli occhi luminosi, ingegnosa, dal cuore inflessibile, vergine pura, Salvatrice di Città, Tritogenia. Lei è vestita d'oro scintillante. Timore reverenziale coglie tutti gli Dei che alzano lo sguardo su di Lei.

Tutti si assemblano davanti l'Altare Maggiore coperto di panno verde. Su di esso stanno 6 candele bianche, incenso bruciante ed il Palladium - statua o immagine della Dea. Su un tavolo ci sono olive e biscotti, vino e succhi di frutta. Davanti l'altare sta un vassoio per le offerte.

Sacerdotessa: (offre incenso) Offriamo incenso a Te, dea Pallade Atena. Tu porti la Civetta della Sapienza sulla spalla e brandisci la Lancia di luce. Dal tuo scudo nascono i Raggi di Medusa, portatori di vita, nascosti alla vista umana. Donaci il potere e la saggezza di usarlo bene. Ispira il nostro lavoro di apprendimento e le nostre opere d'arte!

Sacerdote: (offre incenso) Offro incenso a Te, Dio Zeus. Tu sei il Supremo tra gli Dei e il più grande, che tutto vede, l'Esecutore che sussurra parole di saggezza. Sul tuo capo immortale la luminosa Pallade discese fiammeggiando. Abbi pietà di noi, Figlio di Cronos che tutto conosci, e donaci tanti amici e divertimento!

Sacerdotessa: (pone il peplo sull'altare) Consegniamo il Tuo peplo, nobile Dea! Che i celebranti offrano i loro doni.

Tutti depositano i regali ai piedi dell'altare. La Sacerdotessa e il Sacerdote accettano e li benedicono.

Sacerdote: Divina Athena, accetta queste offerte di opere d'arte da Te ispirate! In questa propizia festa di primavera, gli Ateniesi usavano presentare un'opera teatrale in Tuo onore! Che gli attori recitino il loro Mistero.


MISTERO DI PALLADE ATHENA E ARACHNE

Attori: Athena con elmo d'oro, veste bianca, impugna la lancia. Pandrosus e 2 altre Sacerdotesse e tre Sacerdoti di Athena hanno cerchietti d'oro ai capelli e vesti bianche. Il primo prete indossa un mantello grigio. Arachne e 6 ninfe di Tymolus vestono cerchietti d'argento e abiti neri. Hermes in elmo alato, accappatoio giallo porta il caduceo. 2 corone di foglie e un velo nero si trovano nelle vicinanze.

Hermes: Io viaggio attraverso le sfere, e osservo le azioni degli dei dell'Olimpo e dei Titani, degli abitanti dei Campi Elisi e dell'Ade, con occhio imparziale! Posso raccontare una quantità di strane storie - ma nessuna è più degna di nota di quella della contesa tra Athena e Arachne! Ovidio e molti altri poeti l'hanno raccontata, ma da un Dio imparate cosa sia realmente accaduto! Rullo di tamburi.

Pandrosus: Apprendete di Arachne da me, Pandrosus, prima Sacerdotessa della divina Pallade Athena! Questa fanciulla non era rinomata per la sua famiglia né per il suo luogo di nascita, ma esclusivamente per la sua arte. Suo padre era Idmone di Colofone e tingeva la lana spugnosa con porpora fenicia. Sua madre era morta - ma anche lei apparteneva al volgo. E questa ragazza ha osato vantarsi della sua superiorità rispetto alla nostra grande Dea!

Hermes: Ma Arachne, sebbene di umili origini, aveva acquisito un nome memorabile in tutte le città della Lidia per la sua ingegnosità. Le Naiadi di Pactolus abbandonarono i loro flussi e le ninfe di Tymolus lasciarono le loro vigne per ammirare la sua tessitura.

Prima Ninfa: Ci piace vedere il suo lavoro, non solo per la fedeltà alla natura, ma per la sua grazia nel farlo. Sicuramente lei si ispira a Pallade!

Pandrosus: Tuttavia Arachne non comprende questo. Essa disprezza la divina ispirazione che proviene da una Signora così grande!

Arachne: Tutto il mondo si meraviglia per la mia arte! Che importa la nascita umile quando ho un tale genio! Tutto quello che faccio ha l'impronta stessa della Natura, né deve qualcosa ad una Dea Olimpica! I miei serpenti screziati che si snodano intorno ai miei alberi frondosi, i miei cavalli bianchi rampanti dalle criniere svolazzanti, le mie piccole lucertole che si crogiolano sulle rocce calde, hanno il tocco della vita. Perché! Una vespa entrò volando  dalla finestra e si posò sull'immagine del mio prugno! Le mia mente invita le agili dita a creare grandi opere, esse non sono ispirate da una qualsiasi Divinità che abita lontano sulle nuvole.

Pandrosus: bestemmia! sventurata ragazza, ritira le tue parole avventate.

Arachne: Non io! Non ho paura degli Dei. Che sia lei, questa Pallade Athena, se mi può sentire, a presentarsi per una prova di abilità! Infatti, non c'è pena che non sono disposta a subire se vengo sconfitta.

Pandrosus: Quando queste empie parole, pronunciate da un mortale, raggiunsero le orecchie della Dea, ella discese in Lydia, dall'alto Olimpo. Travestita da vecchietta, aggiunse falsi capelli grigi alle tempie, e sostenne le sue membra barcollanti con un bastone. 

Pallade Athena si nasconde nel mantello e si appoggia sulla lancia.

Pallade Atena: (ad Arachne) giovane tessitrice, ho ascoltato il tuo vanto orgoglioso! Non disprezzare il mio consiglio perchè la vecchiaia non può essere evitata. L'esperienza nasce da anni più maturi. Aspira alla più alta fama tra i mortali, ma dai la precedenza alla Dea! Con voce umile chiedi perdono per la tua sconsiderata presunzione. Lei ti perdonerà se ti sottometti a lei.

Arachne: vecchietta, vieni qui priva di comprensione e rimbambita sotto il peso dell'età. Aver vissuto così a lungo è la tua sfortuna! se hai qualche figlia o nuora, riserva per loro questi saggi rimproveri. Sono autosufficiente, e non ho bisogno di consigli! E per renderti edotta di quanto poco la tua ammonizione mi convinca, sappi che io sono ancora della stessa idea. Sfido la tua Dea! Lasciala parlare per se stessa. Teme forse il confronto?

Rapidi rulli di tamburo mentre Pallade Athena getta via il mantello.

Pallade Atena: Lei è qui! Riconoscimi come Pallade Athena! Tutti si inchinano tranne Aracne.

Aracne: Che il fato mi tratti come vuole. Io, una mortale, gareggerò con Te. Chi giudicherà tra di noi?

Pallade Atena: Hermes che viaggia tra oscurità e luce, Olimpo e Ade, determinerà il risultato. Arachne, dimostra la tua arte!

Arachne: Ho ritratto la più sublime opera della natura, la ragnatela. In curva a spirale perfetta, ornata con cristalline gocce di rugiada, che attrae molte incaute mosche nel suo soffocante abbraccio! Osserva le loro inutili lotte, catturate in fili appiccicosi! Governando come una Regina all'interno della rete così abilmente tessuta dal suo proprio corpo, il ragno si siede e aspetta. Divora le sue legittime prede una ad una, a piacere. Non si nutrono a vicenda tutte le creature? La tua civetta, Athena, è infatti saggia - nella sua abilità a catturare topi! Ed io rappresento anche l'amore. Ecco, il matrimonio del ragno! Che meraviglia è la sua danza nuziale con il suo compagno, mentre scivola con i piedi di seta sulla sua rete indenne. Né lei, certa delle future uova, ha l'intenzione di uccidere suo marito. Solo se gli manca la velocità alla fine dell'accoppiamento, è per caso, divorato da sua moglie!

Musica semitonale. Danza del Ragno e del suo compagno eseguita da Arachne e le sue ninfe.

Hermes: Meravigliosa e orribile! Chi può essere superiore a questa opera della natura che ha la terribile comicità e la tragedia dell'esistenza dell'umile insetto? Sembrerebbe che la giovane Arachne abbia vinto il concorso.

Prima Ninfa: La nostra artista della realtà ha prevalso. Salutiamo la vittoria di un mortale!

Pallade Athena: ti pare? Che cosa può un mortale senza la vera conoscenza ritrarre, raccogliere immagini di crudeltà insensata e di morte terribile? Solo l'artista ispirato dagli Immortali può ritrarre la Verità. Ecco, io traccio un quadro della sfera divina, di cui questa terra è solo un'ombra. Con la mia arte lungimirante faccio vedere il progresso dell'anima attraverso i secoli. Dopo la morte tutti ricevono la ricompensa loro dovuta, e gli spiriti dei giusti sono purificati, finché non sono liberi da ogni macchia. Nessuna mosca muore invano, perchè la sua piccola anima raggiunge una vita più grande! Meravigliatevi per la bellezza dei Campi Elisi, amati dalle Muse e dalle Grazie! Per le anime dei giusti, Helios splende potente, mentre sulla terra c'è la notte. Vivono in mezzo ai prati con rose rosse e la loro bella città è ombreggiata da alberi d'incenso, carichi di frutti dorati. Alcuni si dilettano con sport e cetre, mentre accanto a loro sboccia il fiore gentile della perfetta beatitudine. E sopra quella bella terra, fumo di incenso profumato si alza dai fuochi che brillano lontano sugli Altari delle Divinità. Mentre i corpi di tutte le creature sono soggetti al dominio della morte, il loro spirito rimane vivo, perché proviene dagli Dei immortali. Mentre lo spirito dorme, le membra sono attive sulla terra. Tuttavia a coloro che dormono, io invio dolci sogni che presagiscono le glorie dei Campi Elisi, dimora dei poeti e dei filosofi.

Musica classica. Athena e tutti i Sacerdoti e Sacerdotesse eseguono la danza maestosa dei Campi Elisi.

Hermes: Athena ha vinto la gara! La Sua arte divina dona speranza e felicità e la certezza dell'immortalità.

Pandrosus: Una sentenza saggia! Chi avrebbe scelto la crudeltà della natura, piuttosto che la felicità dei Campi Elisi? La Luce ha conquistato tenebre. Pallade ha vinto la corona d'olivo della vittoria! Arachne, nascondi il viso per la vergogna. Hermes consegna la corona a Pallade Atena.

Arachne: Non così in fretta! (Getta un velo nero sulla testa e sul corpo. Veloci colpi di tamburo.) Sappi che io sono Lachesis, Tessitrice della rete del Fato! (Tutti si inchinano tranne Pallade Athena.) Io sono la Matrice. Dal mio corpo scuro io filo la rete universale. All'interno della sua spirale, scintillanti come gocce di rugiada, brillano le costellazioni. Non c'è luce che non sia nata dalla Mia oscurità primordiale: non c'è nobile gesto che non sia stato rafforzato dalla paura di Me. Io saggio l'anima. Attiro ogni creatura tremante attraverso le maglie di causa ed effetto. Nessuno può sfuggire ai vincoli del Mio Destino. Anche gli dei immortali obbediscono al Fato. Quale artista non ha sofferto per il suo lavoro, quale fanciulla non ha lottato per mantenere la sua integrità? Dal male proviene il bene, quale merito ha la virtù che non ha sopportato dure prove? Che si scelga il bene o il male, che venga concesso premio o punizione, tutti obbediscono alla legge di Nemesis!

Hermes: Per l'anima risvegliata qui non c'è contesa! La luminosa Athena porta la civetta notturna e Arachne ha una luce sulla fronte. Queste due sono sorelle. L'alba e il crepuscolo portano il giorno e la notte, in pittoresca armonia, e l'inverno e l'estate si fondono in questa bella primavera! Ascoltate il mio giudizio. Pallade Athena e Arachne vincono entrambe.

Hermes porge loro le ghirlande. Musica. Danza degli aracnidi e degli Elysiani. Quelli in nero sulla sinistra, bianco sulla destra, poi entrambi si mescolano e si tengono per mano

Canto: Oscurità e Luce sono uno. Giorno e notte sono uno. Inverno ed Estate sono uno. Natura e Arte sono uno. Arachne e Athena sono sorelle.

Le Dee si abbracciano. Un rullo di tamburi annuncia la fine della rappresentazione. 

Sacerdotessa: Compagni celebranti, contempliamo il mistero di Pallade Athena e Arachne.

Contemplazione

Raggi di armonia sono inviati. Relazioni.

Festa

Si condivide il pasto Sacro.

Ringraziamento

Ringraziamenti a Pallade Athena e Zeus.



Fonti: "A New Translation of Ovid’s Metamorphoses into English Prose”, traduzione di Joseph Davidson, London 1748, ristampa del 1754, pubblicato da J. Robinson, London, 1759. “The Odes of Pindar”  (Le Odi di PIndaro), trad. John Sandys, Loeb Classical Library series no. 56, William Heinemann, London, Harvard University Press, Cambridge, 1946. “Hesiod, Homeric Hymns, Fragments of the Epic Cycle, Homerica” (Esiodo, Inni Omerici, Frammenti del ciclo epico, Omerica), Hesiod (Esiodo), tradotto da Hugh G. Evelyn-White, Loeb Classical Library series no. 57, Harvard University Press, Cambridge, and William Heinemann, London, 1959. “Fasti,“ Ovidio, tradotti da Sir James George Frazer, Loeb Classical Library series no. 253, William Heinemann, London, Harvard University Press, Cambridge, 1931. “Juno Covella, Perpetual Calendar of the Fellowship of Isis”, Lawrence Durdin-Robertson, Cesara Publications, Clonegal Castle, 1982.